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ECONOMIA – RiscattoNazionale.com http://riscattonazionale.com È ora di riprenderci la nostra patria Mon, 23 Jan 2017 18:19:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.1 Arriva il BONUS GENITORI da 5.000 euro. Ecco come riceverlo! http://riscattonazionale.com/arriva-bonus-genitori-5-000-euro-riceverlo/ http://riscattonazionale.com/arriva-bonus-genitori-5-000-euro-riceverlo/#respond Thu, 27 Oct 2016 16:39:30 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=6334 Arriva il BONUS GENITORI da 5.000 euro. Ecco come riceverlo! Ancora disponibili quasi 9 milioni di Euro, per il bonus Giovani Genitori: all’interno della sezione Comunicazioni Online del sito dell’Inps, infatti, l’Istituto informa che il credito a disposizione per l’incentivo è pari a 8.775.000 Euro. Il bonus, pari a 5.000 Euro, è finalizzato all’assunzione di …

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Arriva il BONUS GENITORI da 5.000 euro. Ecco come riceverlo!

bonusAncora disponibili quasi 9 milioni di Euro, per il bonus Giovani Genitori: all’interno della sezione Comunicazioni Online del sito dell’Inps, infatti, l’Istituto informa che il credito a disposizione per l’incentivo è pari a 8.775.000 Euro.

Il bonus, pari a 5.000 Euro, è finalizzato all’assunzione di genitori precari o disoccupati che non abbiano ancora compiuto 36 anni.

Hanno diritto all’agevolazione le aziende che assumono a tempo indeterminato questi soggetti, o che trasformano un contratto a termine.

Per godere dell’incentivo, però, devono essere rispettate determinate condizioni.

Quando un lavoratore ha diritto al bonus?

Per poter fruire del beneficio, il lavoratore non deve aver compiuto 36 anni, deve avere almeno un figlio che non abbia compiuto 18 anni, e deve iscriversi nella Banca Dati Giovani Genitori.

Per potersi iscrivere, il lavoratore deve essere titolare di uno dei seguenti rapporti:

-contratto di lavoro subordinato a termine;

– contratto di somministrazione (interinale);

– contratto intermittente;

– collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o contratto a progetto (co.co.pro);

– lavoro occasionale accessorio.

Se il contratto di lavoro è terminato, il lavoratore deve registrare lo stato di disoccupazione presso un Centro per l’impiego, un Centro Servizi per il lavoro o un’Agenzia per il lavoro.

Il beneficio si perde per:

– compimento della maggiore età del figlio;

– compimento del trentaseiesimo anno d’età;

– assunzione a tempo indeterminato.

In caso di nuova assunzione a tempo indeterminato, e successivo licenziamento, se sussistono ancora le condizioni il lavoratore è libero d’iscriversi alla banca dati di nuovo.

Come iscriversi alla banca dati Giovani Genitori?

Per iscriversi alla banca dati si deve accedere al sito dell’Inps col proprio PIN; l’iscrizione si effettua nella sezione dei servizi al cittadino, col seguente percorso: “Servizi al cittadino” – “Autenticazione con Pin” – “Fascicolo previdenziale del cittadino” – “Comunicazioni telematiche” – “Invio comunicazioni” – “Iscrizione banca dati giovani genitori”.

Ci si può anche iscrivere collegandosi al sito del Dipartimento della Gioventù, utilizzando sempre il Pin dell’Inps.

Quali aziende hanno diritto al bonus?

Hanno diritto all’incentivo le aziende private (comprese le imprese sociali) e le società cooperative, e sono esclusi dall’incentivo gli enti pubblici (economici e non) , i gruppi parlamentari, le associazioni, e, in generale, i datori di lavoro non qualificabili come imprenditori.

Il contratto di lavoro deve essere a tempo indeterminato o di apprendistato, e l’assunzione non deve essere obbligatoria.

Inoltre, per ricevere il bonus, le imprese devono essere in possesso del Durc (ovvero essere in regola con gli adempimenti previdenziali), e non devono aver effettuato:

– licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o per riduzione del personale, nei 6 mesi precedenti;

– sospensioni dal lavoro o riduzioni dell’orario di lavoro per crisi aziendale, ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione industriale;

– precedenti assunzioni di almeno 5 dipendenti utilizzando la stessa agevolazione.

Il lavoratore per il quale si chiede l’incentivo non deve essere stato licenziato dalla stessa azienda, o da impresa controllata o collegata, nei 6 mesi precedenti all’assunzione.

Come sapere se il lavoratore ha diritto al bonus?

Le aziende possono sapere se il dipendente ha diritto all’incentivo verificando l’iscrizione alla Banca dati: basta collegarsi alla banca dati sul portale dell’Inps o del Ministero della Gioventù, e digitare il codice fiscale del lavoratore interessato.

Come si richiede l’incentivo?

In primo luogo, l’azienda deve assumere il lavoratore con Comunicazione Obbligatoria (Co), utilizzando il modello Unilav, ed inserendo il codice agevolazione Giovani Genitori.

Poi dovrà collegarsi al sito dell’Inps, sezione “Servizi per le aziende ed i consulenti”, “Cassetto Previdenziale”, “Comunicazioni Online”, entrare nella comunicazione con codice “GIOV-GE” e compilare la domanda. L’Istituto comunicherà l’attribuzione dell’incentivo tramite Cassetto previdenziale.

Quando si riceve il bonus?

L’Inps non eroga materialmente i soldi, ma dà uno sgravio contributivo: questo significa che l’azienda può compensare i contributi dovuti mensilmente con l’incentivo spettante; indicherà poi il conguaglio effettuato nella dichiarazione UniEmens.

Il bonus non è riconosciuto tutto insieme, ma in quote mensili non superiori alla retribuzione del mese del dipendente.

L’agevolazione è comunque cumulabile con gli altri incentivi esistenti, come quello per l’assunzione disoccupati da oltre 6 mesi.

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Tassa sui rifiuti: ARRIVANO I RIMBORSI OBBLIGATORI PER TUTTI GLI ITALIANI. Ecco come fare per richiederli http://riscattonazionale.com/tassa-sui-rifiuti-arrivano-rimborsi-obbligatori-tutti-gli-italiani-richiederli/ http://riscattonazionale.com/tassa-sui-rifiuti-arrivano-rimborsi-obbligatori-tutti-gli-italiani-richiederli/#respond Thu, 20 Oct 2016 11:21:29 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=5889 Tassa sui rifiuti: ARRIVANO I RIMBORSI OBBLIGATORI PER TUTTI GLI ITALIANI. Ecco come fare per richiederli Non può applicarsi l’Iva alla tariffa di igiene ambientale. Così le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiuso l’annosa questione dell’imposta sul valore aggiunto sulla Tia dichiarandone l’illegittimità con la sentenza n. 5078/2016 depositata ieri (qui sotto allegata). Rafforzando un …

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Tassa sui rifiuti: ARRIVANO I RIMBORSI OBBLIGATORI PER TUTTI GLI ITALIANI. Ecco come fare per richiederli

tassaNon può applicarsi l’Iva alla tariffa di igiene ambientale. Così le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiuso l’annosa questione dell’imposta sul valore aggiunto sulla Tia dichiarandone l’illegittimità con la sentenza n. 5078/2016 depositata ieri (qui sotto allegata).

Rafforzando un principio già da tempo consolidato nella sezione tributaria, gli Ermellini hanno respinto, nel caso di specie, il ricorso della società Veritas Spa avverso la sentenza che disponeva il rimborso a un cittadino della somma di euro 67,36 per l’Iva applicata alla Tia.

In sostanza, si legge in sentenza, che la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (cfr. art. 49, d.lgs. n. 22/1997), non può essere assoggettata ad Iva in quanto ha natura tributaria, mentre l’imposta sul valore aggiunto mira a colpire la capacità contributiva che si manifesta quando si acquisiscono beni o servizi versando un corrispettivo, in linea con la previsione ex art. 3 d.p.r. n. 633/1972, non quando si paga un’imposta, anche se destinata a finanziare un servizio da cui trae benefici lo stesso contribuente.

In altre parole, la Tia è una tassa e dunque non si applica l’Iva, che la Veritas dovrà restituire ai cittadini. Ma la sentenza obbliga, di fatto, tutti i gestori dei servizi ambientali a restituire le somme sottratte ai clienti.

Secondo un recente calcolo, spiega la Cgia di Mestre in un comunicato stampa, il Fisco dovrà rimborsare circa un miliardo di euro a milioni di famiglie che hanno pagato l’Iva sulla Tia a partire dalla sua istituzione nel 1999.

Si parla di cifre modeste prese singolarmente (il rimborso della sentenza è ad esempio di poco più di 67 euro) ma che messe insieme formano una cifra enorme che riguarda tutti gli italiani che hanno pagato il servizio di igiene urbana attraverso la Tia, prosegue l’associazione degli artigiani. Fatta eccezione per le imprese che invece hanno potuto detrarla in questi anni e che quindi dovrebbero essere escluse dai rimborsi.

Rimborsi che dovrebbero avvenire anche automaticamente, evitando contenziosi, restituendo, magari, direttamente, le somme indebitamente pagate nelle bollette.

Rimane, comunque, chiosa la Cgia il nodo degli interessi. “Andrà capito – infatti – conclude il comunicato – chi dovrà restituire gli interessi maturati su questi prelievi operati dai gestori del servizio di igiene urbana e che i cittadini italiani sono stati costretti a pagare”.

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L’ex Ministro italiano che ha spiegato senza “fronzoli” la mostruosa truffa dell’ Euro.IL VIDEO http://riscattonazionale.com/lex-ministro-italiano-spiegato-senza-fronzoli-la-mostruosa-truffa-dell-euro-video-2/ http://riscattonazionale.com/lex-ministro-italiano-spiegato-senza-fronzoli-la-mostruosa-truffa-dell-euro-video-2/#respond Mon, 10 Oct 2016 13:36:27 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=5160 L’ex Ministro italiano che ha spiegato senza “fronzoli” la mostruosa truffa dell’ Euro.IL VIDEONon bisogna essere laureati in economia per comprendere le parole dell’ ex Ministro ed economista prof. Savona,e per capire la follia di aver creato l’Euro. Stati che diventano vassalli di organizzazioni private sovranazionali…. Paolo Savona, nato a Cagliari nel 1936 è un economista …

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L’ex Ministro italiano che ha spiegato senza “fronzoli” la mostruosa truffa dell’ Euro.IL VIDEOministroNon bisogna essere laureati in economia per comprendere le parole dell’ ex Ministro ed economista prof. Savona,e per capire la follia di aver creato l’Euro. Stati che diventano vassalli di organizzazioni private sovranazionali….

Paolo Savona, nato a Cagliari nel 1936 è un economista e professore universitario che è stato Ministro dell’Industria, commercio e artigianato e per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali nel governo Ciampi tra l’aprile 1993 e l’aprile 1994.

 Ci racconta la sua personale avventura con l’euro e con l’unione europea, e soprattutto suggerisce di STACCARCI DALL’EURO e RITORNARE ALLA LIRA! … Giustamente dice che non ha senso un’unione europea fondata solo sull’unione monetaria e non PRIMA sull’unione politica!… Egli ad un certo punto del video si autocensura… per timore di incappare nelle ire di “qualcuno”… ma visto l’altissimo curriculum del prof. Savona vi consiglio di ascoltare ATTENTAMENTE oltre che le sue parole, anche quel “retro” che traspare nel “non detto”..

Spiega inoltre la truffa dell’ Euro applicata al debito pubblico. Fa l’esempio dell’ Argentina, che andò in fallimento perchè doveva pagare il suo debito in dollari anzichè nella sua valuta locale, così come l’Italia che deve pagare un debito in Euro ma che è per buona parte stato maturato in lire.
Le parole del Prof Paolo Savona lasciano intendere che senza sovranità monetaria è impossibile uscire dalla morsa della crisi e del debito.

Ascoltate le sue parole nel video seguente.

 

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Arriva La CARTA FAMIGLIA per Gli ITALIANI IN DIFFICOLTA’: 500 EURO AL MESE e SCONTI. ECCO COME AVERNE UNA! http://riscattonazionale.com/arriva-la-carta-famiglia-gli-italiani-difficolta-500-euro-al-mese-sconti-averne/ http://riscattonazionale.com/arriva-la-carta-famiglia-gli-italiani-difficolta-500-euro-al-mese-sconti-averne/#respond Tue, 04 Oct 2016 11:21:30 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=4657 Arriva La CARTA FAMIGLIA per Gli ITALIANI IN DIFFICOLTA’: 500 EURO AL MESE e SCONTI. ECCO COME AVERNE UNA! Famiglie in crisi, arrivano i nuovi bonus Carta famiglia e bonus ai nuclei numerosi Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che ne gestisce i fondi diventa realtà il bonus da 500 euro per le …

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Arriva La CARTA FAMIGLIA per Gli ITALIANI IN DIFFICOLTA’: 500 EURO AL MESE e SCONTI. ECCO COME AVERNE UNA!

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Famiglie in crisi, arrivano i nuovi bonus Carta famiglia e bonus ai nuclei numerosi

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che ne gestisce i fondi diventa realtà il bonus da 500 euro per le famiglie in difficoltà che sarà erogato dall’Inps.

Possono richiederlo le famiglie con 4 o più figli che abbiano già beneficiato dell’assegno per i tre figli minori concesso dal Comune di appartenenza e con Isee non superiore a 8.500 euro.

Ne usufriranno quasi 72 mila nuclei, che percepiranno le risorse direttamente dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale senza bisogno di specifica richiesta.

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 24 dicembre 2015 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 35 del 2016) prevede aiuti «nel limite di 45 milioni di euro per l’anno 2015, al fine di contribuire alle spese per il mantenimento dei figli, il riconoscimento di buoni per l’acquisto di beni e servizi a favore dei nuclei familiari con un numero di figli minori pari o superiori a quattro» in possesso dei requisiti. L’ammontare di tali risorse residue, aggiunge il decreto, sarà «ripartito tra tutti i beneficiari».

Lo ha annunciato il deputato Mario Sberna, (Democrazia Solidale-Centro Democratico) autore dell’emendamento che ha introdotto il bonus – che ha parlato di un altro intervento in arrivo per i nuclei in difficoltà.

Il riferimento è alla cosiddetta “Carta Famiglia”, provvedimento della legge di Stabilità 2016 che mette in atto, per chi vive in condizioni critiche di poter avere sconti sull’acquisto di beni o servizi e riduzioni tariffarie varie attraverso convenzioni con i soggetti pubblici o privati che vorranno convenzionarsi.

Per i tempi e le modalità di attuazione della Carta Famiglia, si dovrà invece attendere il 23 febbraio quando sarà illustrata nell’aula della Camera.

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ORA PADOAN AMMETTE: NON ABBIAMO PIU’ UN EURO!! http://riscattonazionale.com/ora-padoan-ammette-non-piu-un-euro/ http://riscattonazionale.com/ora-padoan-ammette-non-piu-un-euro/#respond Sat, 01 Oct 2016 10:15:18 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=4407 Ora Padoan ammette: non abbiamo più un euro!! Roma – La legge di bilancio 2017 partirà con il freno a mano tirato perché le disponibilità dello Stato sono ridotte all’osso. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ieri in un’intervista al Sole 24 Ore ha confermato ciò che il Giornale sta scrivendo da alcune settimane e …

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Ora Padoan ammette: non abbiamo più un euro!!

Roma – La legge di bilancio 2017 partirà con il freno a mano tirato perché le disponibilità dello Stato sono ridotte all’osso.

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ieri in un’intervista al Sole 24 Ore ha confermato ciò che il Giornale sta scrivendo da alcune settimane e cioè che la manovra «avrà vincoli stretti e dovrà concentrare le risorse su poche misure molto centrate, orientate a favorire la crescita e la produttività».

Il problema è sempre il medesimo: le stime non saranno rispettate e dunque i saldi di finanza pubblica sarebbero a rischio se si aumentassero ulteriormente le spese, un rischio che Padoan vuole evitare, essendo meno propenso rispetto al premier Renzi ad affrontare scontri di questo tipo con Bruxelles. Il titolare del Tesoro ha confermato gli impegni relativi alla discesa del debito in virtù dei proventi della privatizzazione di Enav e del collocamento sul mercato della seconda tranche di Poste. «Faremo di tutto per centrare questo obiettivo», ha aggiunto il ministro imputando allo shock della Brexit il calo inatteso della produzione industriale di giugno nonostante in Gran Bretagna si sia votato solo alla fine del mese.

Anche sul fronte del deficit il sentiero si annuncia impervio. «Il rallentamento è più forte del previsto e bisognerà tenerne conto», ha sottolineato Padoan di fatto preannunciando che il target di rapporto deficit/Pil all’1,8% l’anno prossimo probabilmente non sarà raggiunto. Ma quand’anche Bruxelles consentisse di superare di circa un decimo di punto percentuale (16-17 miliardi) quel tetto confermando appieno tutta la flessibilità già riconosciuta, i 10 miliardi di correzione che la Commissione Ue ha chiesto all’Italia comprometterebbero buona parte del «tesoretto» (si tratta di maggior deficit, infatti).

Ecco perché Padoan ha parlato di «poche misure molto centrate». Per quanto riguarda il versante produttivo, sarà molto probabilmente realizzato il promesso taglio dell’Ires di 3,5 punti percentuali (costa circa 3 miliardi) perché gli stanziamenti sono stati effettuati e sarà confermato il «super ammortamento» cioè la deducibilità al 140% dei beni strumentali acquistati o presi in leasing dalle aziende (un miliardo). Grandi problemi non ci dovrebbero essere anche per la riproposizione della detassazione dei premi di produttività (costi compresi fra i 500 e i 600 milioni circa), anche in funzione di una «ricucitura» generalizzata con il sindacato in vista del referendum. Il resto sarà a costo zero o quasi nel senso che si demanderà agli attori pubblici come Ferrovie e Anas il compito di accelerare l’attuazione dei rispettivi piani di investimento. Non è un caso che il decreto Competitività (con il taglio della tassa sui rendimenti per chi investe nei bond delle pmi) molto probabilmente sarà tirato fuori dalla naftalina a fine agosto per anticipare nel 2016 quel che nel 2017 probabilmente sarebbe impedito. Un Padoan moderatamente «renziano», quindi. Non a caso nell’intervista ha polemizzato per la prima volta in assoluto sulle regole del bail in parlando di «reazioni che non erano state ben previste». Un modo molto soft per prendersela con la Germania.

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“ADDIO EURO, DOPO LONDRA TOCCA ALL’ITALIA”: IL SONDAGGIO SULL’USCITA DALL’EURO http://riscattonazionale.com/addio-euro-londra-tocca-allitalia-sondaggio-sulluscita-dalleuro/ http://riscattonazionale.com/addio-euro-londra-tocca-allitalia-sondaggio-sulluscita-dalleuro/#respond Sat, 24 Sep 2016 11:10:08 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=3819 “ADDIO EURO, DOPO LONDRA TOCCA ALL’ITALIA”: IL SONDAGGIO SULL’USCITA DALL’EURO Il Telegraph cita un nuovo sondaggio che individua proprio il nostro Paese, oltre alla Francia, tra quelli maggiormente a rischio di farsi contagiare dalla tentazione di lasciare la casa europea. Secondo un rilevamento Ipos Mori, ben oltre il 50% degli italiani e dei francesi vorrebbe …

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“ADDIO EURO, DOPO LONDRA TOCCA ALL’ITALIA”: IL SONDAGGIO SULL’USCITA DALL’EURO

addioIl Telegraph cita un nuovo sondaggio che individua proprio il nostro Paese, oltre alla Francia, tra quelli maggiormente a rischio di farsi contagiare dalla tentazione di lasciare la casa europea.

Secondo un rilevamento Ipos Mori, ben oltre il 50% degli italiani e dei francesi vorrebbe un referendum sulla possibilità di abbandonare il club dei 28 e di questi, in particolare in Italia, la metà voterebbe per uscire dall’Ue. Insomma: c’è il pericolo di una “Italexit”?

Il quotidiano britannico sostiene che sì, non è da escludere, anzi. Il sondaggio è stato realizzato intervistando oltre 6.000 persone in Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Spagna e Svezia. E, argomenta il Telegraph, “probabilmente susciterà ulteriori preoccupazioni a Bruxelles, dove molti leader dovranno temere ancora di più di ora un clima di disunione già presente, a causa delle crisi dell’eurozona e dei rifugiati”.

Le interviste sono state condotte tra il 25 marzo e l’8 aprile, subito dopo l’accordo con la Turchia per il rientro sul suo territorio dei migranti approdati in Grecia: patto ora in bilico, dopo le dimissioni del premier turco Ahmet Davutoglu, ma che se andrà in porto porterà ad Ankara 6 miliardi di euro e la liberalizzazione del regime di visti.

Tra gli italiani consultati, il 58% chiede un referendum sulla possibilità di uscire dall’Ue se il 23 giugno la maggioranza dei britannici voterà per la Brexit e di questi il 48% si dice intenzionato a votare per una “Italexit”, per portare fuori il nostro Paese dall’Unione. Le relative percentuali sono del 55% e 41% in Francia. Molto più cauti i tedeschi (solo il 34% vorrebbe poter votare sull’opzione ‘fuori dall’Ue e di questi il 34% sceglierebbe la fuoriuscita della Germania) e gli spagnoli (40% e 26% rispettivamente).

In un separato articolo a commento del sondaggio, definito “devastante”, l’editorialista Ambrose Evans-Pritchard, osserva che 10 anni fa l’idea di un 48% di italiani in fuga dall’Europa sarebbe “stata messa a tacere da una risata”. E chiama in causa Giacomo Leopardi contro la diffusa teoria che in Italia non esista “il senso della nazione”, sostenendo che l’Italia, però, sta vivendo ora un suo “risorgimento”. L’autore promette per i prossimi giorni un articolo sugli “effetti traumatici dell’unione monetaria sull’Italia”.

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Prezzi in discesa per il petrolio http://riscattonazionale.com/prezzi-discesa-petrolio/ http://riscattonazionale.com/prezzi-discesa-petrolio/#respond Wed, 31 Aug 2016 05:15:07 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=3337 Prezzi in discesa per il petrolio (Teleborsa) – Continua la discesa dei prezzi del greggio, dopo il rally innescato di recente dall’ipotesi di un congelamento della produzione in occasione dell’incontro OPEC, il prossimo mese, ad Algeri. Sul New York Mercantile Exchange, il Light Sweet Crude scadenza settembre registra un ribasso dell’1,21% portandosi a 46,4 dollari …

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Prezzi in discesa per il petrolio

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(Teleborsa) – Continua la discesa dei prezzi del greggio, dopo il rally innescato di recente dall’ipotesi di un congelamento della produzione in occasione dell’incontro OPEC, il prossimo mese, ad Algeri. Sul New York Mercantile Exchange, il Light Sweet Crude scadenza settembre registra un ribasso dell’1,21% portandosi a 46,4 dollari al barile mentre il Brent Crude, cede l’1,46% fermandosi a 48,73 dollari al barile. Sui prezzi del petrolio, pesa il riacutizzarsi dei timori relativi all’elevata offerta sul mercato, dopo che il ministro del petrolio dell’Iraq, membro dell’OPEC, ha dichiarato che il Paese continuerà a spingere la sua produzione. Stessa posizione dell’Iran che ha ribadito l’intenzione di aumentare la produzione fino ai livelli precedenti alle sanzioni. Diversi membri dell’OPEC vogliono rilanciare l’idea di creare nuovi limiti alla produzione, un argomento sollevato dai membri del cartello, durante l’incontro a Doha lo scorso aprile, ma che si è chiuso poi con un nulla di fatto. Tra gli addetti ai lavori, prevale lo scetticismo che anche la riunione di settembre si tradurrà in un flop. Ad alimentare lo scetticismo sono stati i nuovi record segnati dall’Arabia Saudita che non lasciano speranze. Solo nel mese di luglio, il leader del cartello ha estratto in media 10,67 milioni di barili al giorno, registrando così un nuovo massimo storico dopo quello già record di 10,56 milioni riportato a giugno 2015. Nel breve termine, il mercato monitorerà l’andamento delle scorte di petrolio e derivati, negli Stati Uniti. Un nuovo aggiornamento è atteso per domani, dall’EIA, divisione del Dipartimento dell’Energia americano. Secondo l’ultimo report mensile dell’International Energy Agency (IEA), l’agenzia internazionale per l’energia, l’offerta di petrolio inizierà a scendere molto gradualmente nella seconda parte dell’anno. Nello stesso tempo, però, la crescita della domanda globale rallenterà.

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RAGGI, PRONTA ASSOCIAZIONE ANTIBANCHE PER SCOPERCHIARE LE PENTOLE DEL SISTEMA!

La Raggi fa tremare Roma: associazione Anti-banche per far venire a galla tutte le irregolarità ..

La Raggi fa tremare Roma: associazione Anti-banche per far venire a galla tutte le irregolarità ..

L’associazione Deciba infatti ha offerto la propria disponibilità per controllare gratuitamente i contratti bancari delle amministrazioni comunali che ne facessero richiesta, con particolare riferimento proprio alle nuove amministrazioni M5s, che sono le uniche che possono farlo. Da quelle del sistema nessuno si aspetta una mossa di questo tipo, alla luce delle commistioni con gli ambienti bancari. Ma da chi si propone di rappresentare il popolo e gli interessi dei cittadini, è lecito aspettarselo. Ma il dibattito sul Comune di Roma in questi giorni, anziché vertere su questioni importanti per una città abbandonata al degrado e al diffuso malaffare, è dedicato al mancato saluto alla neosindaco Raggi da parte di alcuni elementi del governo.Si inizia con la fuffa e le distrazioni di massa.

Le amministrazioni M5s devono controllare la regolarità dei debiti con le banche

Questo è quanto crediamo dovrebbe fare il nuovo sindaco di Roma, e tutti gli altri sindaci che davvero vogliono dare una svolta,immediatamente dopo l’insediamento a palazzo. Come dimostrato ed evidenziato da anni, moltissimicontratti bancari, stipulati da privati, ma anche da enti pubblici, sono gravati da irregolarità più o meno gravi, e alla luce della situazione, siamo ragionevolmente sicuri che se i contratti bancari degli indebitatissimi Comuni italiani fossero passati al setaccio, ne scopriremmo delle belle.

Se dai classici partiti del sistema, di centrosinistra come di centrodestra, non ci aspettiamo minimamente, purtroppo, un’azione di questo tipo, essendo saldamente legati al sistema bancario, da chi, come M5s, si propone dicambiare radicalmente le cose, ce lo aspettiamo e lo auspichiamo. E la ‘base’ deve fare la propria parte, affinché questo avvenga.

Dopotutto, quali motivi avrebbe un Comune per non accettare la proposta diDeciba di controllare, a titolo gratuito, i contratti bancari dei Comuni? Deciba, a suon di sentenze, che hanno spesso divulgato, ha la credibilità e lacompetenzanecessaria per assumere tale incarico, e visto che al Comune non costerebbe niente, non ci sono motivi per non accettare la proposta. Tuttavia alcuni anni fa, il presidente di Deciba, Gaetano Vilnò, aveva rivolto un appello simile al sindaco M5s di Parma, Pizzarotti, senza ottenere risposta. E non ci risulta che il Comune di Parma, pur oberato dai debiti, abbia affidato a nessuna associazione o società l’incarico di far verificare se ci fossero irregolarità nei contratti bancari. Irregolarità che talvolta, valgono una sostanziosa riduzione del debito e del carico di interessi, e nei casi in cui, addirittura, si configura l’usura, il contratto diviene nullo, e nessun interesse è dovuto. Viene restituito solo il capitale. Sapendo che le anomalie bancarie sono molto diffuse, perché non controllare?

Nonostante il silenzio mediatico, in questi anni è esploso lo scandalo dei mutui e dei fidi in usura, con decine di migliaia di imprenditori che hanno controllato e contestato i propri contratti, ottenendoriduzioni dell’importo da pagare o addirittura risarcimenti. Se non bastavano le anomalie bancarie, in questi anni abbiamo assistito allo scandalo delle cartelle pazze equitalia. Numerose cartelle errate spedite ai cittadini.

Ma ancora nessuno sembra aver avuto la volontà di controllare i conti bancari degli enti pubblici. Gli amministratori degli stessi, evidentemente, a differenza dei privati, non sembrano aver voglia di ottenere risarcimenti, poiché questo significherebbe inimicarsi banche e poteri forti potentissimi. Mentre il privato, per recuperare i soldi che gli sono stati, di fatto, estorti indebitamente, sono disposti anche ad arrivare allo scontro, gli amministratori prediligono il non inimicarsi il sistema piuttosto che recuperare soldi pubblici, nonostante la grave crisi che li attanaglia e li costringe a tagliare i servizi per i cittadini. I sindaci che dovessero intraprendere un’azione di questo tipo, troverebbero grande sostegno popolare.

Auspichiamo che Virginia Raggi e gli altri sindaci M5s, possano portare finalmente alla luce questa censuratissima quanto gravissima questione.

Cerchiamo di fare pressione sui nuovisindaci affinché abbiano il CORAGGIO di agire e dare vita ad un reale cambiamento. I cittadini possono fare molto. Se l’opinione pubblica chiede con forza una cosa, e l’attenzione sale al punto da costringere i media a parlarne, poi qualcosa si smuoverebbe inevitabilmente. Pensate al caso dell’Omicidio di Aldo Moro: quando Imposimato ne ha parlato da Bruno Vespa, la magistratura ha riaperto il caso, una volta apprese le sue parole. Quando lo stesso imposimato ne aveva parlato in altre sedi, non aveva sortito questo effetto.

Cerchiamo di essere il cambiamento che vogliamo!

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INPS, ITALIA SPROFONDA: ALTRI 400 000MILA NUOVI POVERI http://riscattonazionale.com/inps-italia-sprofonda-altri-400-000mila-nuovi-poveri/ http://riscattonazionale.com/inps-italia-sprofonda-altri-400-000mila-nuovi-poveri/#respond Wed, 27 Jul 2016 22:05:12 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=3080 INPS, ITALIA SPROFONDA: ALTRI 400 000MILA NUOVI POVERI In controtendenza con i dati positivi sull’occupazione, la povertà assoluta nel 2015 non solo non è diminuita, ma è aumentata, coinvolgendo quasi 400 mila persone in più rispetto al 2014 e raggiungendo 4 milioni e 598 mila persone, pari al 7,6 per cento della popolazione In controtendenza …

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INPS, ITALIA SPROFONDA: ALTRI 400 000MILA NUOVI POVERI

In controtendenza con i dati positivi sull’occupazione, la povertà assoluta nel 2015 non solo non è diminuita, ma è aumentata, coinvolgendo quasi 400 mila persone in più rispetto al 2014 e raggiungendo 4 milioni e 598 mila persone, pari al 7,6 per cento della popolazione

In controtendenza con i dati positivi sull’occupazione, la povertà assoluta nel 2015 non solo non è diminuita, ma è aumentata, coinvolgendo quasi 400 mila persone in più rispetto al 2014 e raggiungendo 4 milioni e 598 mila persone, pari al 7,6 per cento della popolazione. Si tratta, secondo i dati Istat pubblicati ieri, del dato più alto dal 2005. L’incidenza della povertà continua ad essere maggiore nel Mezzogiorno. Ma l’aumento è avvenuto pressoché tutto nelle regioni del Nord, dove riguarda in prevalenza famiglie di persone straniere e regolarmente residenti nel nostro paese. Tra queste, infatti, si trova in povertà assoluta quasi un terzo, il 32,1, una percentuale di 8 punti maggiore rispetto all’anno prima e più alta di quella, pur considerevole (28,3 per cento), rilevabile per queste famiglie a livello nazionale. Se si riducono un po’ i divari Nord-Sud, ciò sembra avvenire in larga misura a causa dell’aumento del divario, soprattutto al Nord, tra famiglie di italiani e famiglie di stranieri. Se a livello nazionale le famiglie di tutti stranieri si trovano in povertà oltre sei volte di più di quelle di tutti italiani, nel Nord la differenza è di oltre tredici volte.

Gli effetti lunghi della crisi sembrano aver colpito molto di più gli stranieri, che faticano a trovare o ritrovare un lavoro che sia anche decente. Potremmo pensare che questi dati non rispecchiano il miglioramento avvenuto sul piano dell’occupazione a Chiara Saracenoseguito del dispiegarsi degli effetti del Jobs Act, stante che questo è avvenuto soprattutto nell’ultimo trimestre del 2015. Può essere, ma solo in parte. Siamo, infatti, ancora ben lontani dall’aver recuperato tutti i posti di lavoro perduti. Inoltre va considerato con grande preoccupazione che l’aumento della povertà assoluta (dal 5,2 al 6,1 per cento) ha riguardato anche famiglie con persona di riferimento occupata, soprattutto se operaio o assimilato. Tra le famiglie di questi ultimi l’incidenza della povertà assoluta è passata in un anno dal 9,7 all’11 per cento. Molti di questi lavoratori hanno avuto un reddito troppo basso per poter fruire degli 80 euro, perché incapienti, o li hanno dovuti restituire perché “indebitamente” percepiti, in base alla logica paradossale degli 80 euro che esclude i più poveri.

Il fenomeno dei lavoratori e delle famiglie di lavoratori povere ha conosciuto un fortissimo aumento negli anni della crisi, a motivo sia della riduzione del numero di occupati in famiglia, soprattutto a causa della disoccupazione giovanile, sia della crescita del part-time involontario. Quest’ultimo è sempre meno una caratteristica solo dei contratti di lavoro a tempo determinato e in generale dei contratti atipici quando non irregolari. Come documenta il rapporto Inps presentato la scorsa settimana, quattro contratti a tutele crescenti su dieci sono a tempo parziale. Avere un lavoro non sempre è sufficiente a proteggere dalla povertà, se è a tempo ridotto, o troppo poco pagato, o se il reddito che fornisce deve bastare per diverse persone. PadoanDa questo punto di vista, un altro dato preoccupante riguarda l’aumento della povertà assoluta tra le famiglie con due figli, specie se minori. Finora era il terzo figlio a far scattare un rischio di povertà sopra la media. Ora basta il secondo.

Non stupisce, allora, che i minori siano sovrarappresentati tra chi si trova in povertà assoluta, con un peggioramento sensibile nell’arco di dieci anni. Era in povertà assoluta il 3,9 per cento di tutti i minori nel 2005, il 10,9 per cento nel 2015. In termini numerici sono più del doppio degli anziani: 1 milione e 131 mila rispetto a 538 mila. Ma anche i loro fratelli più grandi non stanno meglio, con quasi il 10 per cento, pari a un milione e 13 mila individui, in povertà assoluta. A ben vedere, poco meno della metà dei poveri assoluti appartiene alle giovani e giovanissime generazioni, che non hanno ancora l’età per entrare nel mercato del lavoro o che ne vengono escluse, come mostrano i dati del citato rapporto Inps sull’invecchiamento della forza lavoro occupata negli anni della crisi, a seguito del combinarsi di riduzione della domanda di lavoro e innalzamento dell’età alla pensione. Investire sull’aumento dell’occupazione, come ha dichiarato il ministro Padoan, è certo necessario per combattere la povertà. Ma il fenomeno dei lavoratori poveri e delle loro famiglie, della sovrarappresentazione dei minori e dei giovani tra i poveri, insieme alla drammaticità dell’incidenza della povertà tra gli immigrati, segnalano che non è sufficiente se non si tiene conto di quale lavoro si tratta e di chi può accedervi. Impongono anche di rivedere criticamente alcune scelte redistributive, dagli 80 euro al bonus bebè.

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COSÌ AMMAZZANO LE FAMIGLIE: ARRIVA L’ODIATA TASSA CHE RIGUARDA TUTTI http://riscattonazionale.com/cosi-ammazzano-le-famiglie-arriva-lodiata-tassa-riguarda-tutti/ http://riscattonazionale.com/cosi-ammazzano-le-famiglie-arriva-lodiata-tassa-riguarda-tutti/#respond Tue, 19 Jul 2016 16:35:31 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=2496 COSÌ AMMAZZANO LE FAMIGLIE: ARRIVA L’ODIATA TASSA CHE RIGUARDA TUTTI NETTA BOCCIATURA DA PARTE DEL CODACONS ALLA PROPOSTA AVANZATA OGGI DALLA CORTE DEI CONTI DI SPOSTARE PARTE DELLA BASE IMPONIBILE CON IVA AGEVOLATA AL 10% VERSO L’ALIQUOTA ORDINARIA AL 22%, PER PORTARE NELLE CASSE DELLO STATO 5 MILIARDI DI EURO Netta bocciatura da parte del …

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COSÌ AMMAZZANO LE FAMIGLIE: ARRIVA L’ODIATA TASSA CHE RIGUARDA TUTTI

tassaNETTA BOCCIATURA DA PARTE DEL CODACONS ALLA PROPOSTA AVANZATA OGGI DALLA CORTE DEI CONTI DI SPOSTARE PARTE DELLA BASE IMPONIBILE CON IVA AGEVOLATA AL 10% VERSO L’ALIQUOTA ORDINARIA AL 22%, PER PORTARE NELLE CASSE DELLO STATO 5 MILIARDI DI EURO

Netta bocciatura da parte del Codacons alla proposta avanzata oggi dalla Corte dei Conti di spostare parte della base imponibile con Iva agevolata al 10% verso l’aliquota ordinaria al 22%, per portare nelle casse dello Stato 5 miliardi di euro.
“Con tale misura ancora una volta sarebbero solo i consumatori a pagare, attraverso un incremento dei prezzi al dettaglio – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – Una idea assolutamente ingiusta quella di aumentare l’Iva su alcuni beni, considerando che negli ultimi anni i ritocchi dell’imposta sul valore aggiunto hanno arrecato danno alle famiglie, ridotto i consumi e diminuito il gettito erariale”.

“Nel nostro paese l’Iva ha già subito di recente in Italia due incrementi, con effetti disastrosi per le tasche delle famiglie e per i consumi: dal 20 al 21% nel settembre 2011 con un aggravio medio di spesa pari a 290 euro anni a famiglia; dal 21 al 22% nel 2013 con maggiore spesa pari a 209 euro a famiglia su base annua, per una stangata media da +499 euro annui a famiglia – prosegue Rienzi – Il gettito per le casse dello Stato è risultato tuttavia inferiore alle aspettative, perchè i consumatori hanno reagito al rincaro dei prezzi riducendo la spesa. Per tale motivo ci opporremmo a qualsiasi intervento al rialzo sull’Iva, e bocciamo senza appello la proposta della Corte dei Conti”.

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