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INFORMAZIONE – RiscattoNazionale.com http://riscattonazionale.com È ora di riprenderci la nostra patria Mon, 23 Jan 2017 18:19:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.1 IL FIGLIO DI 9 ANNI anni stupra la bimba di tre.. LA MAMMA FA UNA COSA INCREDIBILE… LA UCCIDE E BRUCIA IL CADAVERE! http://riscattonazionale.com/figlio-9-anni-anni-stupra-la-bimba-tre-la-mamma-cosa-incredibile-la-uccide-brucia-cadavere/ http://riscattonazionale.com/figlio-9-anni-anni-stupra-la-bimba-tre-la-mamma-cosa-incredibile-la-uccide-brucia-cadavere/#respond Mon, 23 Jan 2017 18:19:14 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11843 IL FIGLIO DI 9 ANNI anni stupra la bimba di tre.. LA MAMMA FA UNA COSA INCREDIBILE… LA UCCIDE E BRUCIA IL CADAVERE! Si è accorta che il figlioletto di appena nove anni aveva stuprato la figlia di un’amica, di appena tre, e per timore di possibili conseguenze, presa dal panico, ha ucciso la piccola …

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IL FIGLIO DI 9 ANNI anni stupra la bimba di tre.. LA MAMMA FA UNA COSA INCREDIBILE… LA UCCIDE E BRUCIA IL CADAVERE!

Si è accorta che il figlioletto di appena nove anni aveva stuprato la figlia di un’amica, di appena tre, e per timore di possibili conseguenze, presa dal panico, ha ucciso la piccola e ne ha nascosto il cadavere. Questa l’agghiacciante confessione, durante il processo a suo carico, di una 32enne sudafricana di Pretoria, che ha ammesso di aver ucciso, nell’estate del 2014, la piccola Asanda Mbuku, la figlia di un’amica che quel giorno le aveva chiesto di tenerla in casa con lei. Come riporta IOL.co.za, la donna ha ammesso le proprie colpe in tribunale: «Mio figlio è venuto da me e mi ha detto: ‘Mamma, non si sveglia più’. Quando la vidi, notai che era mezza nuda, era sveglia ma non reagiva. Ho provato a risvegliarla con l’acqua, sembrava sotto choc. Così l’ho uccisa colpendola in testa con una roccia e ho seppellito il cadavere in giardino, per poi bruciare i vestiti». Quando la mamma di Asanda tornò a prendere la figlia, la donna confessò di non averla vista. Il figlio, però, che aveva assistito alla scena ed era ancora sotto choc, il giorno dopo confessò tutto alla sorella della donna. Lo riporta, tra gli altri, Express.co.uk. Da qui partì la denuncia e l’iter giudiziario, culminato, come riporta Metro.co.uk, con una condanna a undici anni di carcere per omicidio, occultamento di cadavere e insabbiamento di prove.

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IL SENATORE CHIEDE DI VOTARE LE SUE DIMISSIONI PERCHÈ NON VUOLE IL VITALIZIO? ECCO COSA FA LA CASTA PUR DI EVITARLO http://riscattonazionale.com/senatore-chiede-votare-le-sue-dimissioni-perche-non-vuole-vitalizio-cosa-la-casta-pur-evitarlo/ http://riscattonazionale.com/senatore-chiede-votare-le-sue-dimissioni-perche-non-vuole-vitalizio-cosa-la-casta-pur-evitarlo/#respond Mon, 23 Jan 2017 18:14:51 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11840 IL SENATORE CHIEDE DI VOTARE LE SUE DIMISSIONI PERCHÈ NON VUOLE IL VITALIZIO? ECCO COSA FA LA CASTA PUR DI EVITARLO Giuseppe Vacciano, il senatore ostaggio della casta: non lo fanno dimettere da 765 giorni. “Non voglio il vitalizio” Mercoledì l’aula di Palazzo Madama voterà ancora, per la quarta volta, la richiesta di dimissioni di …

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IL SENATORE CHIEDE DI VOTARE LE SUE DIMISSIONI PERCHÈ NON VUOLE IL VITALIZIO? ECCO COSA FA LA CASTA PUR DI EVITARLO

Giuseppe Vacciano, il senatore ostaggio della casta: non lo fanno dimettere da 765 giorni. “Non voglio il vitalizio”
Mercoledì l’aula di Palazzo Madama voterà ancora, per la quarta volta, la richiesta di dimissioni di Giuseppe Vacciano. Finora sono sempre state respinte, inutili gli appelli a Grasso e ai capigruppo. E si avvicina la beffa della pensione parlamentare che tutti vorrebbero, anche a costo di tenere in piedi la legislatura: “Sono venuto qui per combattere quel privilegio. Colleghi, aiutatemi. Liberatemi”

“Che sia la volta buona. Incrocio le dita”. Risponde dal terminal parlamentare che lo tiene prigioniero da più di due anni, come un Tom Hanks perso nel palazzo. Eccolo Giuseppe Vacciano, l’unico senatore della storia che non riesce a dimettersi. Non sono bastati 765 giorni per vedersi accogliere quella richiesta che in due anni l’aula ha respinto tre volte. Roba da Guinness dei primati, da petizione per la grazia. Da appello al Dalai Lama. E ora ci risiamo e la posta in gioco è più alta: Vacciano, suo malgrado, rischia di diventare un forzato del vitalizio. “Dio non voglia, liberatemi”, dice. “Sono venuto qui per combattere quel privilegio. Non vorrei ritrovarmi, al compimento del 65esimo anno d’età, a dover restituire con bollettini postali quelle somme che oggi maturo contro la mia volontà, avendovi rinunciato vent’anni prima”.

Mercoledì è calendarizzata una nuova puntata della farsa. A Palazzo Madama è previsto il quarto voto sulla stessa richiesta di dimissioni presentata da Vacciano il 22 dicembre 2014, quando lasciò i 5 Stelle per motivi di dissenso legati alla nascita del “direttorio”. Da allora nel Gruppo Misto, l’inascoltato Vacciano rischia oggi di finire nel fritto misto dei 608 parlamentari al primo mandato sui quali pende l’accusa di voler rimandare il voto oltre il fatidico 24 settembre 2017, data utile per maturare l’agognato vitalizio. Lui, che in questi due anni, quasi tutti i mesi, ha scritto al presidente del Senato Grasso (e a tutti i capigruppo) per sollecitarli a “liberarlo” e consentirgli così di tornare al suo impiego alla Banca d’Italia. Niente da fare: il voto è segreto, non c’è vincolo di mandato, e quel senatore può dimostrare che a rinunciare alla poltrona non si muore fulminati. Resti lì al suo posto, ostaggio dell’attaccamento altrui. Così è andata anche l’ultima volta, a dicembre. E ora? Si accettano scommesse.

Nel frattempo Vacciano ha continuato a lavorare: 193esimo per produttività, 86% di presenze, 247 tra emendamenti, proposte di legge, interrogazioni da primo firmatario. Arriva a casa tardi la sera, con la moglie che lo rimprovera. “Lo sai che sono un prigioniero politico”, scherza lui che è rimasto grillino nell’anima. Pur sedendo al centro dell’emiciclo, alla destra dei Cinque Stelle, ha continuato a comportarsi come uno di loro. Ha anche continuato ad applicare il loro codice su indennità, rimborsi, scontrini etc etc. Non potendo più accedere alla piattaforma dei grillini “Ti rendi conto” pubblica su Fb competenze, rendiconti, estratti mensili e bonifici di restituzione. “Ogni mese ho versato 3mila euro al fondo per le microimprese, salvo 8mila euro ai comuni del terremoto. Avevo preso un impegno con gli elettori, non con Grillo e Casaleggio”.

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LOCANDIERE ACCOGLIE GRATIS 20 TERREMOTATI, SINDACO DI AMATRICE: “VORREI ABBRACCIARTI E DIRTI GRAZIE” http://riscattonazionale.com/locandiere-accoglie-gratis-20-terremotati-sindaco-amatrice-vorrei-abbracciarti-dirti-grazie/ http://riscattonazionale.com/locandiere-accoglie-gratis-20-terremotati-sindaco-amatrice-vorrei-abbracciarti-dirti-grazie/#respond Mon, 23 Jan 2017 18:07:26 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11837 LOCANDIERE ACCOGLIE GRATIS 20 TERREMOTATI, SINDACO DI AMATRICE: “VORREI ABBRACCIARTI E DIRTI GRAZIE” Emilio Signori è un locandiere patriota che con il suo buon cuore accoglie nel suo locale “La Luna” 20 italiani terremotati gratuitamente, offrendo loro vitto e alloggio gratis, ovviamente senza ottenere 1€ dallo Stato italiano, che regala soldi a pioggia per gli …

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LOCANDIERE ACCOGLIE GRATIS 20 TERREMOTATI, SINDACO DI AMATRICE: “VORREI ABBRACCIARTI E DIRTI GRAZIE”

Emilio Signori è un locandiere patriota che con il suo buon cuore accoglie nel suo locale “La Luna” 20 italiani terremotati gratuitamente, offrendo loro vitto e alloggio gratis, ovviamente senza ottenere 1€ dallo Stato italiano, che regala soldi a pioggia per gli albergatori parassiti che accolgono clandestini e potenziali terroristi. Il sindaco di Amatrice Pirozzi lo telefona commosso per ringraziarlo.

GROSSETO. Non trattiene la commozione Emilio Signori, titolare della locanda La Luna che solo due giorni fa ha deciso di mettere a disposizione le sue camere da letto a Tirli per accogliere i terremotati e le vittime strette nella morsa del gelo nel centro Italia, e ora già raccoglie i primi frutti.

Poco dopo aver lanciato il suo appello via Fb e sul Tirreno («metto a disposizione 20 posti letto fino a fine marzo…»), Emilio ha già ricevuto e sta ricevendo ampia risposta con centinaia di telefonate e messaggi da tutt’Italia e altre parti del mondo («gente che mi ringrazia, che mi offre aiuto, che vuol offrire ai terremotati altre case o pasti caldi»). Il suo post ha superato le 2000 condivisioni e il primo cittadino di Amatrice Sergio Pirozzi l’ha chiamato ieri per tributargli un abbraccio virtuale, stracolmo di emozione. «Se potessi verrei là ad abbracciarti per dirti grazie, mi ha detto».

Signori, 42 anni, follonichese, possiede da un ventennio quest’attività di famiglia a Tirli: è un noto ristorante/locanda, con camere da letto che d’inverno sono praticamente vuote (o quasi). Lui ha deciso di spalancarle a chi ha bisogno, e le segnalazioni, le richieste, i messaggi sul suo cellulare sono letteralmente esplosi. La notizia è arrivata fino a Rieti, Amatrice, Camerino, ai paesi più colpiti. «Sono una mamma di un bimbo di 10 mesi che vive nelle zone terremotate e che è riuscita a mettersi al sicuro – gli ha scritto per whatsapp una ragazza – Voglio dirle grazie perché è proprio grazie a persone come lei che non siamo soli e che diminuisce la paura. Che dio vi benedica». E un altro: «Grazie a nome del popolo italiano, se tutti facessero come lei il problema sarebbe risolto in 12 ore per tutti i nostri sfortunati connazionali. Io abito troppo lontano dalle zone del sisma e non saprei come aiutarli, ma grazie».

Signori – frastornato da un’eco così vasta e inattesa («il mio è un gesto normalissimo») – è stato contattato dal primo cittadino di Amatrice, che gli ha comunicato il suo apprezzamento. «Il mio popolo – mi ha detto il sindaco – è psicologicamente stremato, ma voi toscani siete i numeri uno». A Tirli i letti sono fatti, le camere calde e già a disposizione di chi ha bisogno e riesce a raggiungerle dalle zone piegate da terremoto, neve e gelo. I posti allestiti sono al momento 18 ma se c’è ancora richiesta possono aggiungersene altri tre, in riserva. «Non appena le persone arriveranno come spero veramente dal profondo del cuore – conclude il ristoratore – inizieremo a fare un punto raccolta di indumenti e generi di prima necessità che chiunque potrà portare. Sarà gradito di tutto: cibo, vestiti. Anche solo un sorriso, una chiacchierata, un momento di conforto per tutte queste persone che stanno soffrendo tantissimo, hanno perso la casa e i loro affetti». Per inciso: come se non bastasse il ristorante/locanda offrirà anche i pasti.

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“TU SALVI VITE UMANE”? NOI TI TAGLIAMO IL POSTO….. http://riscattonazionale.com/tu-salvi-vite-umane-ti-tagliamo-posto/ http://riscattonazionale.com/tu-salvi-vite-umane-ti-tagliamo-posto/#respond Mon, 23 Jan 2017 17:37:44 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11834 “TU SALVI VITE UMANE”? NOI TI TAGLIAMO IL POSTO….. Hai salvato vite umane? Ti tagliamo Gli agenti, decisivi per i soccorsi, trasferiti dalla riforma Madia Il loro apporto è stato fondamentale per il salvataggio dei superstiti della tragedia dell’hotel Rigopiano, ma il Dipartimento della Pubblica sicurezza vuol chiudere loro il posto di Polizia stradale.   …

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“TU SALVI VITE UMANE”? NOI TI TAGLIAMO IL POSTO…..

Hai salvato vite umane? Ti tagliamo

Gli agenti, decisivi per i soccorsi, trasferiti dalla riforma Madia

Il loro apporto è stato fondamentale per il salvataggio dei superstiti della tragedia dell’hotel Rigopiano, ma il Dipartimento della Pubblica sicurezza vuol chiudere loro il posto di Polizia stradale.

 

Succede a Penne, nel Pescarese, dove cinque agenti effettivi e un aggregato a tempo indeterminato, della sezione di quella provincia, rischiano di essere trasferiti. Eppure ci sono moltissime domande del personale in servizio fuori regione che chiede il trasferimento in quella sede, che a regime dovrebbe avere una ventina di agenti al lavoro. A spiegarlo è Giampaolo Guerrieri, segretario provinciale del Sap (Sindacato autonomo di Polizia) di Pescara. «La nostra operatività – racconta – è di tre pattuglie quotidiane di vigilanza stradale, sui vari quadranti. In questi giorni abbiamo fatto doppi turni lavorando senza sosta in attività di soccorso pubblico».

La struttura, a oggi, è destinata per l’80 per cento alla nuova caserma dei vigili del fuoco e per la restante parte alla Polstrada. Le spese sono a carico del Comune. «Sopprimere questo posto di polizia – chiarisce Guerrieri – sarebbe un errore, proprio perché il punto è strategico per il controllo delle strade provinciali, molto frequentate da mezzi pesanti e perché in quella zona si è finora registrato un numero elevato di incidenti con feriti gravi e mortali».

 

La chiusura di questo ufficio si inserisce nell’infausto progetto di soppressione di 263 sedi, presentato nel marzo 2014 per far fronte al vuoto di organico della Polizia di Stato di circa 18mila unità. I tagli riguardavano polizia postale, ferroviaria, stradale, di frontiera, nautica e altro. La gran parte degli uffici, però, sta raggiungendo il livello di collasso funzionale perché sta andando al di sotto del numero minimo di operatori consentito. Per questo motivo, dopo il primo step di 263, se ne è messo in programma un secondo per altri cento uffici circa tra istituti di istruzione e commissariati.

«Siamo orgogliosi di essere riusciti – chiarisce il segretario generale del Sap, Gianni Tonelli -, sfruttando due campagne elettorali, a bloccare, nel 2014 per le Europee e nel 2015, in occasione delle Amministrative, il progetto in questione. Tagliarsi una gamba per risparmiare sangue e irrorare meglio il resto del corpo è una miopia assoluta. In questo modo si debilita definitivamente l’apparato della sicurezza. Oggi, però, rilanciato dalla riforma Madia, il progetto, nascondendosi dietro una falsa razionalizzazione, rilancia il tentativo di chiusura dei presidi».

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Rigopiano, denuncia dei pompieri: “Lasciati senza guanti da neve” http://riscattonazionale.com/rigopiano-denuncia-dei-pompieri-lasciati-senza-guanti-neve/ http://riscattonazionale.com/rigopiano-denuncia-dei-pompieri-lasciati-senza-guanti-neve/#respond Mon, 23 Jan 2017 17:28:39 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11831 Rigopiano, denuncia dei pompieri: “Lasciati senza guanti da neve” “Eroi”, “angeli”, “l’Italia migliore”. Si sprecano, giustamente, i complimenti per i volontari dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e del Soccorso alpino che in questi giorni stanno scavando sotto la valanga che ha sotterrato l’hotel di Rigopiano e le 34 persone che alloggiavano o lavoravano …

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Rigopiano, denuncia dei pompieri: “Lasciati senza guanti da neve”

“Eroi”, “angeli”, “l’Italia migliore”. Si sprecano, giustamente, i complimenti per i volontari dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e del Soccorso alpino che in questi giorni stanno scavando sotto la valanga che ha sotterrato l’hotel di Rigopiano e le 34 persone che alloggiavano o lavoravano al suo interno.

Belle parole. Ma pochi fatti. Ora dopo ora, infatti, emerge sempre di più come il governo e lo Stato stiano chiedendo agli “angeli” ben più di ciò che gli garantiscono.

La denuncia dei Vigili del Fuoco

Andiamo con ordine. È ormai nota la sospesione dell’elargizione del contributo da 80 euro al mese dedicato alle forze di sicurezza: a volerlo era stato il governo Renzi, dovrebbe essere confermato anche per il 2017 ma manca un decreto attuativo che Gentiloni si è dimenticato di firmare. È risaputo pure che, nonostante gli operatori della sicurezza stiano scavando tra mille difficoltà, ai problemi del maltempo si siano aggiunti pure i ritardi dell’organizzazione statale, che – per dirne una – per pranzo ha fornito solo mezzo panino alla Nutella e ha fatto arrivare la cena ai Vigili del Fuoco solo alle 4 di notte. Fredda.

Ecco. Ora si aggiunge anche la denuncia del sindacato autonomo dei pompieri, il Conapo. “I nostri colleghi ci hanno telefonato inferociti – ha detto Antonio Brizzi, segretario generale – perché nella nottata tra il 21 e il 22 gennaio sono stati lasciati solo 25 vigili del fuoco ad operare all’hotel Rigopiano nonostante le 24 persone ancora disperse. Come sindacato abbiamo raccolto anche le tante lamentele dei colleghi vigili del fuoco, che sono stati tenuti fermi nei comandi e scalpitano per intervenire, tra cui i nuclei Gos con speciali macchine operatrici per le macerie e i nuclei Saf attrezzati per ghiaccio e neve, richiesti solo giorni dopo”. Non solo. A scandalo si aggiunge scandalo. “Molti di quei pompieri erano all’hotel sin da giovedi 19 – continua Brizzi – e il primo giorno, esausti, alcuni hanno dovuto indossare calzature e guanti propri perché quelli in dotazione non erano adatti al gelo”.

“Minitti verifichi e prenda provvedimenti”

Il dubbio è che la decisione di impiegare pochi pompieri sia dovuta alla necessità di ridurre i costi. Se così fosse, come ipotizzato dal sindacato, i morti potrebbero gridare vendetta. In queste occasioni le ore sono fondamentali, i minuti cruciali, i secondi decisivi. Due mani in più per scavare possono essere non solo utili, ma risolutive. “Su uno scenario del genere – spiega Brizzi – mi sarei aspettato che il ministero dell’interno inviasse almeno 200 vigili del fuoco nelle immediate adiacenze dell’hotel, per un’azione massiccia e fulminea. E invece ne hanno mandati solo 25. Quei colleghi sono degli eroi, i salvataggi sono stati possibili grazie alla loro tenacia. Ci chiediamo quale sia il motivo di tanta parsimonia di uomini e mezzi, augurandoci che non sia dovuto a risparmi di spesa perché sarebbe oltremodo aberrante”.

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RISPARMIATORI UMILIATI E TRUFFATI: PEGGIOR GOVERNO DI SEMPRE!!! http://riscattonazionale.com/risparmiatori-umiliati-e-truffati-peggior-governo-di-sempre/ http://riscattonazionale.com/risparmiatori-umiliati-e-truffati-peggior-governo-di-sempre/#respond Mon, 23 Jan 2017 17:08:03 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11828 RISPARMIATORI UMILIATI E TRUFFATI: PEGGIOR GOVERNO DI SEMPRE!!! Il 2017 è appena iniziato e già sono all’ordine del giorno due casi piuttosto eclatanti di “risparmio tradito”.  Naturalmente, il generico concetto di “risparmio tradito”, oggi assai in voga, può essere forse discutibile. Nel gran calderone della finanza finiscono infatti tante diverse categorie di risparmiatori. E, a …

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RISPARMIATORI UMILIATI E TRUFFATI: PEGGIOR GOVERNO DI SEMPRE!!!

Il 2017 è appena iniziato e già sono all’ordine del giorno due casi piuttosto eclatanti di “risparmio tradito”.  Naturalmente, il generico concetto di “risparmio tradito”, oggi assai in voga, può essere forse discutibile. Nel gran calderone della finanza finiscono infatti tante diverse categorie di risparmiatori. E, a parte gli speculatori più o meno professionali, vi troviamo inevitabilmente famiglie ricche, benestanti, ma anche appartenenti ad una fascia di reddito e di ricchezza piuttosto bassa.

Il tema è dunque complesso, ma proprio per questo vale la pena di addentrarvisi. Per farlo correttamente bisogna partire dai grandi numeri. Secondo Prometeia a fine 2016 le attività finanziarie delle famiglie italiane erano risalite a 4.051 miliardi (md) di euro, ritornando quasi ai valori del 2006 (4.059 md). Questo dopo aver toccato il minimo nel 2011 con 3.469 md.

Già questo incremento di 582 md in cinque anni ci parla di molte cose. Premesso che nell’enorme cifra delle attività finanziarie, pari a circa due volte e mezzo il pil del Paese, c’è ovviamente di tutto; premesso che buona parte di questa ricchezza appartiene ad un’infima minoranza di soggetti, l’aumento di questa massa di denaro è la conseguenza diretta di tre precisi fenomeni.

Di cosa stiamo parlando? In primo luogo, e questo vale per la classe dominante e comunque per le famiglie più ricche, l’aumento delle attività finanziarie è la diretta conseguenza della riduzione degli investimenti. Si tratta insomma di quella tendenza alla finanziarizzazione tipica di un capitalismo che preferisce dedicarsi alla rendita piuttosto che al profitto.

In secondo luogo, e questo vale per un’area assai vasta che qui non chiamiamo “classe media” solo perché ormai questa definizione è tirata in lungo e in largo fino a perdere ogni significato, c’è un aumento delle attività finanziarie che è l’altra faccia della crisi delle attività immobiliari. Non si investe più in immobili, sia per la sovrapproduzione del periodo precedente, sia per l’aumento del carico fiscale; si torna invece alla finanza benché anche qui la redditività (come vedremo fra poco) si sia abbassata in maniera significativa.

In terzo luogo, e questo vale per le famiglie di un fascia più bassa, si cerca di risparmiare quel poco che è possibile, perché le incertezze della situazione economica e la crescente precarietà della stessa posizione lavorativa consigliano di farlo. Naturalmente, c’è poi una fascia ancora più bassa che non è in grado di risparmiare niente, insieme a milioni di famiglie indebitate o che stanno bruciando i risparmi di un’altra epoca.

Quanto sopra per chiarire che l’aumento delle attività finanziarie, ben lungi dal rappresentare un indicatore di una certa ripresa economica, deriva invece dalla persistenza di una crisi della quale non si vede la fine.

In ogni caso, facendo qui la media del pollo, abbiamo che i 4.059 md riportati da Prometeia equivalgono a 67.500 euro pro-capite, con un guadagno sugli interessi nel 2016 di 603 euro. Cifra ben più modesta dei 1.843 euro, sempre pro-capite, del 1995. Ma allora l’inflazione stava al 5,2%, mentre adesso siamo sostanzialmente allo zero.

Il punto è che il tasso di interesse medio attuale, pari allo 0,9%, nasconde in realtà tassi e dunque guadagni diversissimi. La cosa è talmente ovvia – si pensi ai conti correnti con tassi pressoché nulli – che non vale la pena di insistervi. Ad abbassare il valore medio della redditività concorrono ovviamente sia la deflazione in vaste aree del centro del sistema (Europa e Giappone in particolare), sia le politiche del quantitative easingche hanno spinto una gran massa di titoli nel campo dei rendimenti negativi.

C’è però un altro fenomeno che non va sottovalutato. Ed è quello delle perdite, sempre più frequenti, che vengono registrate dai risparmiatori e/o investitori a causa di default, crisi bancarie, crisi di interi settori, come ad esempio quello immobiliare. Stiamo insomma parlando delle ricadute finanziarie della crisi, o – detto in altro modo – di chi paga i conti dei crac della bisca della finanza.

Siccome si tratta di casi sempre più frequenti, che finiscono per coinvolgere e mettere in difficoltà centinaia di migliaia di famiglie, la questione viene assumendo sempre più una grande rilevanza sia sociale che politica.

Abbiamo detto all’inizio dei due casi principali di cui si parla in questo inizio dell’anno: quello delle due banche venete che hanno visto azzerarsi il loro valore azionario (Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza) e quello dei fondi immobiliari piazzati ad ignari clienti da Poste Italiane. Due casi diversissimi, ma entrambi istruttivi.

Delle banche venete abbiamo già parlato in precedenti articoli, ma ora siamo ad uno snodo decisivo. Lunedì scorso le due banche hanno presentato un’Offerta di Transazione con la quale vorrebbero chiudere in maniera tombale la partita con i propri azionisti. La proposta è rivolta ad un totale di 169mila soggetti, mentre altri 38mila (tra questi gli investitori istituzionali, ma anche chi abbia avviato una causa civile) sono esclusi dall’offerta.

A questi 169mila soggetti, in pratica 169mila famiglie, le due banche offrono un rimborso del 15%, in soldoni 600 milioni di euro sui 4 miliardi andati in fumo. I soggetti interessati hanno due mesi di tempo per aderire, ma i due istituti si riservano di procedere a questo pur minimale risarcimento solo se vi sarà l’adesione di almeno l’80% della platea interessata. Inutile dire che chi aderirà alla proposta dovrà rinunciare a qualsiasi azione legale.

Il ricatto è semplice: se non accettate l’uovo oggi, scordatevi la gallina domani, dato che le due banche non potrebbero mai risarcire gli azionisti nella misura del 100%.

Ora, è vero che quello azionario è un tipico investimento a rischio. Ma è anche vero che le banche venete – così come tante altre, come si è visto anche nel caso delle 4 banche “risolte” nell’autunno 2015 – spingevano in tutti i modi i loro clienti all’acquisto di azioni, tante volte anche come “scambio” con la concessione di un mutuo. In ogni caso i numeri parlano chiaro: 169mila famiglie in una realtà come quella del Veneto sono un’enormità. E, d’altra parte, il pacchetto medio di questi azionisti (pari a 23.668 euro) ci parla sostanzialmente di piccoli risparmiatori da sempre abituati a considerare queste “banche del territorio” come sicure. Metterli di mezzo non dev’essere stato troppo difficile.

Veniamo ora al caso di Poste Italiane. Qualche giorno fa Repubblica riferiva dell’emblematico caso di un risparmiatore che, sentendosi truffato dall’azienda di Stato che qualche anno fa gli aveva rifilato quote del fondo immobiliare Obelisco, presentategli come sicure, si è visto rifiutare dall’azienda persino il tentativo di transazione pur previsto dalla legge. Per la cronaca, le quote sottoscritte per un valore di 2.500 euro cadauna, quotano oggi poco più di 200 euro!

Ovviamente il caso in oggetto non è certo l’unico, ma l’atteggiamento di Poste Italiane è assai significativo di un’arroganza che vorrebbe nascondere una coscienza assai sporca.

Entriamo nel merito. Dal 2002 al 2007 Poste Italiane ha allegramente venduto ai propri clienti, da sempre abituati a fidarsi delle Poste in quanto azienda pubblica, quote di prodotti finanziari ad altissimo rischio. Per l’esattezza si tratta di 4 fondi immobiliari: Invest Real Secirity (Irs), Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha.

Il 31 dicembre scorso, dopo tre anni di proroga, Irs è andato a scadenza, ed è così scoppiato il bubbone. Ma la situazione degli altri fondi, che hanno scadenze più lunghe, non è messa meglio. Obelisco ed Europa Immobiliare 1 sembrano destinati a registrare perdite in linea con quelle di Irs, che esamineremo di seguito nel dettaglio. Mentre Alpha, che fino al 2012 sembrava andare meglio, ha richiesto una proroga di 15 anni (quindici) per riuscire a vendere a prezzi adeguati i propri immobili, con buona pace dei risparmiatori che avevano investito i propri soldi nel 2002 sperando di rivederli dopo 10 anni.

Quantitativamente la portata del problema è inferiore a quella delle banche venete, ma si tratta pur sempre di 850 milioni di euro. Certo, la crisi immobiliare non poteva risparmiare i fondi finalizzati alla raccolta di capitali per acquistare, ristrutturare, affittare e rivendere edifici di varia natura, ma mai prodotti del genere sarebbero dovuti finire nelle tasche dei piccoli risparmiatori.

A quanto ammonta la perdita complessiva per costoro? Chi, invece, ci ha guadagnato sopra? Per rispondere a queste domande conviene concentrarsi sui dati di Irs, gli unici certi fin nei dettagli.

La raccolta di Irs è stata pari a 141 milioni. I risparmiatori coinvolti sono circa 14mila, per una media di 10mila euro a testa. A scadenza questi 10mila euro sono diventati 1.560. A questi vanno sommati anticipi per 2.632 euro, per un totale di 4.192 euro, con una perdita netta di 5.808 euro, pari dunque al 58% del capitale investito, al quale bisogna sommare la perdita degli interessi promessi per tutto il periodo.

Da queste cifre si evince facilmente come anche in questo caso le perdite andranno a colpire una fascia di piccoli risparmiatori, ma non si chiarisce ancora chi ha guadagnato in questa operazione. Ovvio il guadagno di chi ha venduto inizialmente gli immobili ai fondi, così come quello di chi li ha comprati a sprezzo stracciato dieci anni dopo. Ma c’è dell’altro. Siccome, nonostante le perdite dei sottoscrittori, le Sgr (Società di gestione del risparmio) hanno continuato ad incassare commissioni annue tra lo 0,8 e l’1,8%, limitandoci al caso di Irs abbiamo un guadagno di 15 milioni per Poste Italiane e di 11,5 milioni per Investire Sgr. Tutto questo mentre la loro brillante gestione trasformava i 141 milioni iniziali nei 60 milioni finali!

Inutile dire che quella di Irs è anche la storia degli altri tre fondi gemelli di cui abbiamo parlato. Eh, le virtù del risparmio gestito!

Adesso Poste Italiane, ovviamente colpita nell’immagine, cercherà di correre ai ripari con una proposta di “ristoro”. Siccome le cifre sono più piccole, siccome l’azienda è in una condizione ben diversa di quella delle banche venete, siccome per ora solo un fondo è arrivato a scadenza, l’offerta sarà certamente migliore di quella di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza. Ma nessuno si faccia illusioni. Del recupero degli interessi neanche a parlarne, mentre anche quello del capitale avverrà probabilmente con lo scambio con altri prodotti finanziari. Insomma, anche nella migliore delle ipotesi, il rimborso (comunque parziale) non sarà in ogni caso immediato.

Ora qualcuno si chiederà, giustamente, chi sono i soggetti per i quali Poste Italiane ha ritenuto di adescare colpevolmente qualche decina di migliaia di persone per lo più ignare dei rischi che si prendevano?

Citiamo da la Repubblica del 6 gennaio:

«La Investire sgr, una società del gruppo Finnat, la banca della famiglia Nattino, ha curato l’Invest Real Security e il fondo Obelisco. Per il fondo Europa Immobiliare 1 si è mossa la Vegagest sgr, tra i cui azionisti figurano Carife, Cassa di Risparmio di San Miniato, Cattolica Assicurazioni, Popolare di Bari e Cassa di Risparmio di Cento, banche che non brillano certo per redditività. La Fimit sgr, controllata dal gruppo De Agostini (64%) e dall’Inps (29,7%), gestisce il fondo Alpha».

Insomma (a parte l’Inps), Poste Italiane (all’epoca di proprietà dello Stato al 100%) non solo ha allegramente partecipato ai giochi della bisca finanziaria, ma lo ha fatto addirittura per gli interessi di gruppi e banche private.

E l’ha fatto colpevolmente, violando ogni regola. Nel 2014 un procedimento della Consob accertò che pochi clienti di Poste Italiane erano stati “profilati” ai fini del rischio finanziario, e che per ben il 74,5% di questi si certificava l’attitudine (e la preparazione) ad un “rischio alto”, consentendo così la vendita di prodotti complessi, come appunto i fondi immobiliari. Avete capito? Tre quarti dei clienti delle Poste classificati alla stregua di speculatori d’assalto! Ma in questi casi la magistratura ha niente da dire?

Ora fermiamoci qui e cerchiamo di trarre alcune considerazioni generali.

La prima è che la bisca del capitalismo-casinò fa sempre più vittime, e che queste si trovano principalmente nella categoria dei piccoli risparmiatori. La seconda è che l’ideologia e la pratica della deregulation a questo ha portato. La terza è che le autorità preposte alla vigilanza, a partire da Bankitalia, hanno chiuso occhi ed occhiali per oltre un decennio, come si era già osservato nei casi delle “4 banche” e in quello di Mps.

E chi erano i governatori nel periodo in questione? Ad Antonio Fazio, che aveva chiuso malamente la sua carriera nel 2005, seguì la stagione di Mario Draghi (2005-2011), cui seguirà quella dell’attuale governatore Ignazio Visco.

A questi signori nessuno a qualcosa da chiedere? Ma figuriamoci se si vorrà toccare “SuperMario” e i suoi fratelli! Eppure l’articolo 47 della Costituzione assicura che «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito».

Ora, chi scrive è per la fuoriuscita dal capitalismo in generale. Ma che intanto si fuoriesca dalla bisca dell’attuale capitalismo iperfinanziarizzato mi pare un’esigenza ormai condivisa da milioni di persone nel nostro paese

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ISIS, NUOVE MINACCE ALL’ITALIA: VIDEO SHOCK! http://riscattonazionale.com/isis-nuove-minacce-allitalia-video-shock/ http://riscattonazionale.com/isis-nuove-minacce-allitalia-video-shock/#respond Mon, 23 Jan 2017 17:01:29 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11825 ISIS, NUOVE MINACCE ALL’ITALIA: VIDEO SHOCK! Nonostante l’Isis continui a perdere terreno in Siria, o forse proprio per questa ragione, la propaganda mediatica jihadista diventa più cruenta. Il proselitismo del Male non si arresta, anzi, si rafforza di fronte alle sconfitte sul campo. E così, ancora una volta, a finire nel mirino dei terroristi islamici è Roma, la Città Eterna simbolo …

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ISIS, NUOVE MINACCE ALL’ITALIA: VIDEO SHOCK!

Nonostante l’Isis continui a perdere terreno in Siria, o forse proprio per questa ragione, la propaganda mediatica jihadista diventa più cruenta.

Il proselitismo del Male non si arresta, anzi, si rafforza di fronte alle sconfitte sul campo.

E così, ancora una volta, a finire nel mirino dei terroristi islamici è Roma, la Città Eterna simbolo del Cristianesimo.

Il Colosseo diventa il vessillo da agitare di fronte agli occhi dei kamikaze per infondere loro maggiore forza e coraggio, ora che le sconfitte militari in Medio Orienterischiano di offuscare l’aurea di invincibilità dello Stato Islamico.

Questo ennesimo video di minacce all’Italia sembra la carota utilizzata per far correre più veloce il cavallo in battaglia.

IL PROFETA MAOMETTO ALLA CONQUISTA DI ROMA

I primi a dare la notizia di questo terribile filmato sono i giornalisti di Globalist, che raccontano:

Al minuto 10,33 compare Roma. Più esattamente il Colosseo, mentre la voce narrante dice (traduzione non letterale): ci chiedete che fine ha fatto la nostra promessa di conquistare Roma visto che non siamo riusciti a salvare le nostre città? Noi continuiamo a promettere che conquisteremo come ha fatto il profeta Maometto il giorno di al-Hazab. Poi una immagine del Colosseo circondato dalle bandiere nere islamiche.”

Il video è stato diffuso da Halab Wilayah, Centro media del governatorato di Aleppo e mostra i jihadisti che resistono e contrattaccano in Siria.

UNA SERIA MINACCIA ALL’ITALIA

Prenderla sul serio o sottovalutarla? Né l’una né l’altra ipotesi ma una considerazione generale va fatta, affinché non si rischi qualcosa di drammatico.

In questo senso ci sentiamo di sposare in pieno la chiosa finale di Globalist:

“Il messaggio che arriva ai potenziali simpatizzanti della causa del Califfato (organizzati o potenziali lupi solitari che siano) è di per sé preoccupante, perché l’Isis implicitamente dice che la promessa di “aprire” (letteralmente) ossiaconquistare Roma non può restare solo una chiacchiera. E qualcuno potrebbe sentirsi investito dalla missione di mantenere la parola. Che non significa ovviamente “conquistare”, ma dare un segnale.”

Occhi aperti.

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RIGOPIANO: SOCCORRITORI POCHI E ABBANDONATI, MA ELICOTTERO PORTA PROFUGHI PER LO SPOT – VIDEO http://riscattonazionale.com/rigopiano-soccorritori-abbandonati-elicottero-porta-profughi-lo-spot-video/ http://riscattonazionale.com/rigopiano-soccorritori-abbandonati-elicottero-porta-profughi-lo-spot-video/#respond Mon, 23 Jan 2017 16:17:44 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11822 RIGOPIANO: SOCCORRITORI POCHI E ABBANDONATI, MA ELICOTTERO PORTA PROFUGHI PER LO SPOT – VIDEO Mentre la multinazionale dell’invasione che passa sotto il nome di Croce Rossa traveste da soccorritori e trasporta al campo base di Penne 4 ‘profughi’ africani per fingere che partecipino ai soccorsi – uno spreco di risorse inutile per farsi uno spot …

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RIGOPIANO: SOCCORRITORI POCHI E ABBANDONATI, MA ELICOTTERO PORTA PROFUGHI PER LO SPOT – VIDEO

Mentre la multinazionale dell’invasione che passa sotto il nome di Croce Rossa traveste da soccorritori e trasporta al campo base di Penne 4 ‘profughi’ africani per fingere che partecipino ai soccorsi – uno spreco di risorse inutile per farsi uno spot disgustoso – chi, qualche chilometro più in là, sta davvero scavando, è trattato così: poco cibo e attrezzature non adeguate.

Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato Conapo: “Solo venticinque vigili del fuoco lavorano a Rigopiano nelle ricerche dei dispersi nella notte. Undici uomini di Pisa, otto di Roma e appena sei di Pescara”. Poi aggiunge: “Il personale è scoraggiato dal fatto che, per ordini dall’alto, durante la notte sia stato ridotto perfino del 30% mentre in situazioni simili ci sarebbero dovuti essere 300 pompieri a ogni ora a tirare fuori le persone da sotto la neve”.

Infatti, secondo quanto raccontano gli stessi vigili che si stanno spaccando le mani per spostare la neve, il personale è talmente poco che una “vasta area dell’hotel non p stata ancora battuta”. “Ci vorrebbe un esercito”, si sfogano i pompieri. E invece non c’è. Infatti i pompieri inviati sul luogo della disgrazia sono appena 40 e la notte è difficoltoso lavorare per la poca luce. “Eppure -denuncia Marco Piergallini, pompiere e sindacalista Conapo – basterebbe mettere delle torri-luce per lavorare anche la notte. Siamo sempre gli stessi, ogni tanto chi si stancava a riposare un’oretta. Non c’è nemmeno un bagno chimico, e siamo in tanti qui, tra carabinieri, guardia di finanza, volontari, poliziotti, soccorso alpino e noi pompieri. La pipì la facciamo nella neve, per tutto il resto c’è il bosco”. Inoltre, a quanto pare, nemmeno il cibo è al livello di quello che ci si aspetterebbe. “Il nostro pranzo di oggi è stato mezzo panino con la Nutella, una merendina e un succo di frutta – ha detto Piergallini – La cena di ieri è arrivata alle 4 di notte: la pasta e fagioli era talmente compatta che il mestolo si reggeva da solo”.

Ieri abbiamo scritto: non è che per portare 4 inutili africani si è rinunciato ad inviare dei veri soccorritori in più? Credevamo di no. Sbagliavamo.

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Lo sapevi che i fibromi possono sparire con l’aceto di mele? GUARDA IN CHE MODO! http://riscattonazionale.com/lo-sapevi-fibromi-possono-sparire-laceto-mele-guarda-modo/ http://riscattonazionale.com/lo-sapevi-fibromi-possono-sparire-laceto-mele-guarda-modo/#respond Mon, 23 Jan 2017 16:11:48 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11819 Lo sapevi che i fibromi possono sparire con l’aceto di mele? GUARDA IN CHE MODO! In molti ne soffrono ma quasi nessuno ne parla:sono i fibromi, noti anche come verruche peduncolate.Ecco come farli sparire con l’ aceto di mele.Dettagli I fibromi sono piccoli tumori benigni della pelle, comuni sia agli uomini che alle donne. Hanno …

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Lo sapevi che i fibromi possono sparire con l’aceto di mele? GUARDA IN CHE MODO!

In molti ne soffrono ma quasi nessuno ne parla:sono i fibromi, noti anche come verruche peduncolate.Ecco come farli sparire con l’ aceto di mele.Dettagli
I fibromi sono piccoli tumori benigni della pelle, comuni sia agli uomini che alle donne. Hanno l’aspetto di piccoli sacchetti pendenti dalla pelle.
È facile trovare i fibromi sotto le braccia, nella parte cava del ginocchio, sulla gola, nella zona dell’inguine o sulle palpebre. Generalmente si sviluppano nei punti in cui la pelle si sfrega più facilmente.
Spesso i fibromi iniziano a crescere già durante la pubertà. La causa del loro sviluppo non è ancora nota. Gli scienziati sospettano che all’origine possa esserci un sistema immunitario indebolito, ma nessuna prova medica è stata finora fornita con certezza.
Molte persone si rivolgono al medico per rimuoverli chirurgicamente, mentre altri ricorrono a costosi unguenti o pomate che promettono di contrastare questi avversari poco estetici… Ma la soluzione è molto più semplice! Si può infatti fare affidamento su qualcosa che quasi tutti hanno già in casa: l’aceto di mele! L’aceto, infatti, asciuga i fibromi facendoli cadere.

Ecco come applicare l’aceto di mele :

 Versare un po’ di aceto di mele su un batuffolo di cotone e strofinare sul fibroma. Ripetere l’operazione 2 o 3 volte al giorno. Dopo l’applicazione quotidiana, il colore del fibroma inizierà a cambiare. Diventerà più scuro e quasi nero nel momento in cui si andrà essiccando. Alla fine, cadrà dal vostro corpo (dopo 2 o 4 settimane a seconda del fibroma).
Ma fate attenzione! Questo metodo può essere utilizzato solo su quei fibromi che si trovano sulla pelle. I fibromi sorti in bocca, oppure in prossimità degli occhi, richiedono invece una visita dal medico il più rapidamente possibile.
Questo articolo non si sostituisce in alcun modo al rapporto tra paziente e medico, esso ha una funzione divulgativa e non intende rappresentare una guida per automedicazione, diagnosi o cura. I suggerimenti e i consigli generali mirano esclusivamente a favorire nuove e migliori abitudini alimentari. ed uno stile di vita salutare. Le patologie e alcuni stati fisiologici richiedono l’intervento diretto di un professionista, e la collaborazione del medico curante. E’ sempre opportuno il parere del medico prima di intraprendere cambiamenti sostanziali nelle abitudini quotidiane.

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NESSUN BAMBINO PIANGE NELL’ASILO.. QUESTA DONNA SCOPRE IL MOTIVO E LE SI GELA IL SANGUE! http://riscattonazionale.com/nessun-bambino-piange-nellasilo-questa-donna-scopre-motivo-le-si-gela-sangue/ http://riscattonazionale.com/nessun-bambino-piange-nellasilo-questa-donna-scopre-motivo-le-si-gela-sangue/#respond Mon, 23 Jan 2017 15:15:06 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=11816 NESSUN BAMBINO PIANGE NELL’ASILO.. QUESTA DONNA SCOPRE IL MOTIVO E LE SI GELA IL SANGUE! L’americana Dayna Mager è diventata da poco madre di Luella; la sua piccola è la cosa che ha di più prezioso al mondo, soprattutto da quando ha sentito l’orribile racconto di quanto accaduto in un asilo. Da quel giorno, ha promesso che sarebbe …

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NESSUN BAMBINO PIANGE NELL’ASILO.. QUESTA DONNA SCOPRE IL MOTIVO E LE SI GELA IL SANGUE!

L’americana Dayna Mager è diventata da poco madre di Luella; la sua piccola è la cosa che ha di più prezioso al mondo, soprattutto da quando ha sentito l’orribile racconto di quanto accaduto in un asilo. Da quel giorno, ha promesso che sarebbe stata sempre al fianco della sua bambina.

Facebook / Dayna Mager

“Alcune settimane fa mi sono arrampicata nella culla della mia piccola, per essere lì pronta a consolarla nel caso avesse pianto, per qualsiasi motivo”.

Facebook / Dayna Mager

Poi Dayna ha spiegato perché dormirà sempre vicino alla figlia:

“Una delle prima volte che io e Matt abbiamo lasciato Luella da sola è stato per andare a un concerto religioso. Durante l’incontro, un missionario ha raccontato questa storia che mi ha colpito profondamente:

L’uomo era stato in un orfanotrofio in Uganda, non il primo in cui si recasse, ma questo era diverso. Entrando in una stanza con più di 100 culle, tutte occupate, era rimasto sbalordito dal silenzio. Uno di quei suoni che sono praticamente impossibili da sentire in situazioni del genere: è già difficile quando ci sono solo pochi bambini, figurarsi con ben 100. Il missionario chiede quindi alla persona che lo accompagnava in questa visita il motivo di tutta quella quiete. La risposta della donna è qualcosa che non potrò mai dimenticare, mai: ‘Per una settimana rimangono qui e piangono, in continuazione, poi capiscono che nessuno verrà a prendersi cura di loro e smettono…’.

I bambini smettono di piangere quando capiscono che non arriverà nessuno a prendersi cura di loro. E non nei 10 minuti successivi, o per le prossime 4 ore, probabilmente, mai. Questa storia mi ha spezzato il cuore, avrei davvero potuto raccoglierne i piccolissimi pezzi”.

Facebook / Dayna Mager

“Tornati a casa, quella sera Luella ha dormito su di me con il suo corpicino che non pesava ancora 5kg. Le ho fatto una promessa: sempre, anche alle 2 del mattino quando dal baby monitor arriveranno grida disperate, correrò da lei. Saremo sempre lì per lei. Tutte le volte in cui avrà bisogno di noi”.

Facebook / Dayna Mager

La storia di questo orfanotrofio ha davvero scioccato Dayna. Da quel giorno ha mantenuto la promessa, è sempre lì per Luella, anche quando comporta alzarsi nel cuore della notte e mettersi a dormire vicino alla sua piccola.

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