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TERRORISMO – RiscattoNazionale.com http://riscattonazionale.com È ora di riprenderci la nostra patria Mon, 23 Jan 2017 18:19:14 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.1 Finché saremo complici il terrorismo non avrà fine … http://riscattonazionale.com/finche-saremo-complici-terrorismo-non-avra-fine/ http://riscattonazionale.com/finche-saremo-complici-terrorismo-non-avra-fine/#respond Mon, 12 Sep 2016 15:15:55 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=3456 Finché saremo complici il terrorismo non avrà fine … A quindici anni dalle Torri Gemelle, continuiamo a riempire di armi e soldi la monarchia saudita e i paesi del Golfo Persico, nonostante sappiamo benissimo che siano loro i padrini e gli ispiratori del terrorismo islamico. Da Al Qaeda all’Isis la musica non è cambiata. di …

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Finché saremo complici il terrorismo non avrà fine …

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A quindici anni dalle Torri Gemelle, continuiamo a riempire di armi e soldi la monarchia saudita e i paesi del Golfo Persico, nonostante sappiamo benissimo che siano loro i padrini e gli ispiratori del terrorismo islamico. Da Al Qaeda all’Isis la musica non è cambiata.

di Fulvio Scaglione

Il problema non è la retorica. Le grandi tragedie la contemplano, in un certo senso la pretendono. E gli attentati dell’11 settembre sono stati una grande tragedia contemporanea. Il vero, insopportabile guaio è l’ipocrisia, già sparsa a piene mani nei primi articoli di commemorazione.

Quindici anni fa, un gruppo di 19 terroristi (dei quali 15 con passaporto dell’Arabia Saudita), seguaci di Osama bin Laden e militanti di Al Qaeda, dirottò quattro aerei di linea negli Stati Uniti (secondo la versione ufficiale). Due furono lanciati contro le Torri Gemelle di New York. Uno contro il Pentagono, il ministero della Difesa Usa, a Washington. Il quarto doveva schiantarsi di nuovo a Washington, la capitale, sul Campidoglio (sede del Parlamento) o sulla Casa bianca (sede del Presidente). Cadde invece in un campo della Pennsylvania, grazie all’eroismo dei passeggeri e del personale di volo, che provarono a sopraffare i terroristi.

Morirono in quel giorno, tra le 8,46 del mattino e le 17,21 del pomeriggio, 2.996 persone: i 19 terroristi e 2.977 innocenti. Altre 24 persone risultano tuttora disperse. Nove giorni dopo, il 20 settembre, il presidente George W. Bush proclamò la “war on terror”, la guerra al terrorismo, subito abbracciata da quasi tutti i Paesi del mondo.

Doveva essere lo sforzo internazionale per riscattare quelle morti, è stato un grottesco fallimento. Un solo dato: dal 2000 al 2016, i morti per atti di terrorismo, nel mondo, sono aumentati di nove volte. Com’è possibile che la parte del mondo economicamente più sviluppata, tecnologicamente più avanzata e militarmente più potente non sia riuscita, in quindici anni, a sbarazzarsi di questo fenomeno? Com’è possibile che in cinque anni sia stato sradicato il nazismo, in meno di un anno abbattuta la Serbia di Milosevic e in sei mesi disfatto l’Iraq di Saddam Hussein, e da più di due anni una coalizione di 70 Paesi non riesca a sconfiggere l’Isis?

La risposta è: non vinciamo il terrorismo islamista perché siamo suoi complici. Per essere più precisi: siamo grandi amici dei più tenaci e determinati finanziatori e sostenitori del terrorismo. Un po’ difficile, in queste condizioni, ottenere qualche risultato.

Non c’è alcun mistero. Basterebbe un minimo di onestà intellettuale. La voglia di guardare la realtà, un sano disgusto per la propaganda. E invece. Ieri su un importante quotidiano: si poteva leggere che «l’aiuto del regno (saudita, n.d.r) sarebbe fondamentale per fermare i terroristi dell’Isis e ricreare un po’ di stabilità in Siria e nell’intera regione». Questo perché il Parlamento Usa ha approvato una legge, cui Obama con ogni probabilità metterà il veto, per consentire ai parenti delle vittime dell’11 settembre di fare causa all’Arabia Saudita.

Peccato che su “fermare i terroristi” e stabilizzare la Siria la verità sia quella opposta: i sauditi e le altre monarchie del Golfo Persico (cioè, gli Stati che fino all’altro ieri definivamo “musulmani moderati”) sono da decenni gli ispiratori e i “padrini” del radicalismo islamico e del terrorismo. Quegli stessi che colpirono l’11 settembre, animarono la seconda guerra di Cecenia, diedero ai talebani i mezzi per impadronirsi dell’Afghanistan, hanno diffuso il wahabismo e le sue violenze in Asia, promossero le ondate di violenza sunnita nell’Iraq del dopo-Saddam, hanno fatto nascere l’Isis dalle ceneri di Al Qaeda.

Com’è possibile che in cinque anni sia stato sradicato il nazismo, in meno di un anno abbattuta la Serbia di Milosevic e in sei mesi disfatto l’Iraq di Saddam Hussein, e da più di due anni una coalizione di 70 Paesi non riesca a sconfiggere l’Isis? La risposta è: non vinciamo il terrorismo islamista perché siamo suoi complici.

Questa non è un’opinione. È un dato. Non ci credete? Leggete allora quel che scriveva l’autorevole think tank americano Council on Foreign Relations nel 2002, nel rapporto intitolato Terrorist financing (I finanziamenti ai terroristi) : «La rete globale di raccolta fondi di Al Qaeda si basa su una serie di charities, organizzazioni non governative, moschee, siti web, intermediari, facilitatori, banche e altre istituzioni finanziarie… Per anni, singole persone e charities con base in Arabia Saudita sono stati la più importante fonte di finanziamento di Al Qaeda. E per anni le autorità dell’Arabia Saudita hanno fatto finta di non vedere». Ops!

Ma non basta. Con la macchina del tempo andiamo avanti di dodici anni e leggiamo un altro rapporto, quello della Brookings Institution intitolato Playing with fire (Giocando col fuoco): “Il presente rapporto mostra come i donatori dei Paesi del Golfo incoraggino il finanziamento dei gruppi armati e contribuiscano a definire l’atteggiamento ideologico e gli obiettivi delle brigate ribelli (…) fin dai primi giorni delle proteste in Siria i donatori basati in Kuwait (…) hanno lavorato per convincere i siriani a prendere le armi (…) Oggi abbiamo le prove del fatto che i donatori basati in Kuwait hanno sostenuto gruppi ribelli che hanno commesso atrocità e sono direttamente legati ad Al Qaeda o collaborano con brigate affiliate ad Al Qaeda».

Dodici anni, da Al Qaeda trionfante per le Torri Gemelle allo stato nascente dell’Isis, e non era cambiato nulla. Stessi finanziatori, stessi sistemi, stesso terrorismo. E noi? Non abbiamo fatto una piega. Siamo rimasti i migliori amici dei migliori amici dei terroristi.

Nel 2010, Barack Obama e Hillary Clinton diedero via libera alla più grande vendita di armi nella storia degli Usa verso un singolo Paese: 62 miliardi di dollari in strumenti di distruzione, tutti destinati all’Arabia Saudita

Qualche esempio. Nel 2010, Barack Obama e Hillary Clinton diedero via libera alla più grande vendita di armi nella storia degli Usa verso un singolo Paese: 62 miliardi di dollari in strumenti di distruzione, tutti destinati all’Arabia Saudita. Pochi mesi dopo, Wikileaks diffuse decine di migliaia di dispacci interni del Dipartimento di Stato Usa, allora diretto proprio dalla Clinton. Nel documento catalogato col numero 131801, indirizzato dalla Clinton ai collaboratori, si legge: “L’Arabia Saudita resta una base decisiva di supporto finanziario per Al Qaeda, i talebani, Lashkar-e-Taiba e altri gruppi terroristici, compreso Hamas”. Aggiungeva il segretario di Stato: “I donatori privati dell’Arabia Saudita costituiscono la più significativa fonte di finanziamento per i gruppi del terrorismo sunnita”. Però le armi gliele davano lo stesso. Però la Clinton non rifiuta i denari sauditi e degli emirati, che sono tra i principali sostenitori della Fondazione Clinton.

E la Gran Bretagna? E il Paese che nel 2003, guidato da Tony Blair, scatenò il massacro iracheno? L’Arabia Saudita è il miglior cliente dell’industria degli armamenti inglese, 30 mila inglesi vivono e lavorano in territorio saudita e animano le circa 200 joint ventures che producono un giro d’affari di 18 miliardi di sterline l’anno.

La Francia? Stessa musica. Nel solo 2015, due visite in Arabia Saudita del presidente Hollande e tre del primo ministro Valls, con grandi sorrisi per i contratti firmati (forniture di armi incluse). Nel marzo del 2016, poi, lo stesso Hollande conferiva al principe Mohammed bin Nayef, erede al trono e ministro degli Interni saudita, la Legion d’Onore, ovvero la massima onorificenza di Francia. Il principe, oltre a essere un distributore di condanne a morte e il primo gestore del regime oppressivo saudita, è anche noto per le importanti donazioni a favore delle famiglie degli attentatori suicidi di Hamas.

L’Italia? Mezza Milano è stata venduta ai sauditi e ai qatarioti (ora proprietari al 100% dei 25 palazzi e grattacieli dell’area direzionale di Porta Nuova) . E il premier Renzi, nel gennaio 2016, è stato molto orgoglioso di fornire servizi e tecnologie made in Italy ai sauditi, senza fare parola delle armi che transitano sul territorio italiano per andare a rifornire i caccia sauditi che bombardano le città dello Yemen.

Insomma, facciamola breve. I Paesi del Golfo Persico finanziano guerre e terrorismi.Noi siamo in affari con i Paesi del Golfo Persico. Li aiutiamo. Li coccoliamo. Quindi non possiamo pretendere di sconfiggere il terrorismo islamista. In cambio di denaro, di petro-dollari, ci teniamo i kamikaze in Europa, il Medio Oriente in fiamme, i trafficanti di migranti e così via. Negli attentati dell’11 settembre sul suolo americano morirono persone che provenivano da 90 Paesi diversi. Il 15% delle vittime non era di nazionalità americana. Fu davvero una tragedia mondiale. Quindici anni dopo, anche la rimozione è stata mondiale.

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Il gesto eroico dell’uomo che ha fermato l’attentatore di Nizza http://riscattonazionale.com/gesto-eroico-delluomo-fermato-lattentatore-nizza/ http://riscattonazionale.com/gesto-eroico-delluomo-fermato-lattentatore-nizza/#respond Tue, 19 Jul 2016 04:35:02 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=2423 Il gesto eroico dell’uomo che ha fermato l’attentatore di Nizza Un gesto eroico da parte di un uomo, non ancora identificato, ha contribuito a rallentare la corsa del tir guidato da Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il franco-tunisino che giovedì sera ha provocato con la sua folle corsa tra la gente la strage sulla Promenade des Anglais, …

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Il gesto eroico dell’uomo che ha fermato l’attentatore di Nizza

Un gesto eroico da parte di un uomo, non ancora identificato, ha contribuito a rallentare la corsa del tir guidato da Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il franco-tunisino che giovedì sera ha provocato con la sua folle corsa tra la gente la strage sulla Promenade des Anglais, a Nizza. L’ignoto e impavido eroe, infatti, è balzato nella cabina ingaggiando una lotta con il conducente assassino, poi gli ha strappato di mano la pistola con la quale poco prima il franco-tunisino aveva freddato un poliziotto.

Il gesto dell’uomo ha di fatto consentito consentito alle forze dell’ordine di poter mirare facilmente al volante del mezzo. Un poliziotto e una poliziotta hanno sparato a e l’hanno ucciso Mohamed Lahouaiej Bouhlel, mettendo fine all’incubo per migliaia di persone ferme sul lungo viale a guardare i fuochi per l’anniversario della Presa della Bastiglia, festa nazionale in Francia. La polizia riconosce alla coraggiosissima azione dello sconosciuto il merito di aver aiutato gli agenti a bloccare il folle attentatore.

Secondo la ricostruzione, appena l’uomo si è reso conto di quanto stava accadendo si è lanciato contro il tir, vi è salito sopra e sebbene Mohamed Lahouaiej Bouhlel abbia provato a sparargli addosso gli ha strappato la pistola e nei momenti successivi gli agenti hanno ucciso il killer. Il franco-tunisino, con quell’arma, aveva già ucciso – oltre all’agente – anche uno scooterista che provava a bloccarlo.

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La risposta di Renzi al terrorismo: una commissione di esperti sull’islam http://riscattonazionale.com/la-risposta-renzi-al-terrorismo-commissione-esperti-sullislam/ http://riscattonazionale.com/la-risposta-renzi-al-terrorismo-commissione-esperti-sullislam/#respond Tue, 19 Jul 2016 01:05:05 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=2375 La risposta di Renzi al terrorismo: una commissione di esperti sull’islam “Prudenza e equilibrio”. È questo il mantra che il premier Matteo Renzi ha ripetuto in continuazuione ai capigruppo riuniti a Palazzo Chigi. Al vertice su terrorismo e sicurezza, che si è tenuto in mattinata, il governo ha chiesto a tutte le forze politiche unità …

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La risposta di Renzi al terrorismo: una commissione di esperti sull’islam

“Prudenza e equilibrio”. È questo il mantra che il premier Matteo Renzi ha ripetuto in continuazuione ai capigruppo riuniti a Palazzo Chigi. Al vertice su terrorismo e sicurezza, che si è tenuto in mattinata, il governo ha chiesto a tutte le forze politiche unità per dare una risposta immediata ai cittadini terrorizzati dopo l’attentato di Nizza. Sul piano operativo, invece, Angelino Alfano ha annunciato l’istituzione di una Commissione nazionale indipendente, formata da tecnici ed esperti, per studiare il fenomeno della radicalizzazione dell’islam.

A Nizza l’integralismo islamico ha ferito nuovamente l’Occidente. La Francia si è scoperta, ancora una volta, impreparata. E, mentre sulla Promenade des Anglais si piangono le 84 vittime di Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il governo Renzi riunisce i capigruppo per fare il punto su terrorismo islamico e sicurezza. All’ordine del giorno c’è pure l’emergenza immigrazione. tra le novità presentate da Alfano c’è l’ipotesi di istituire una Commissione nazionale indipendente, formata da tecnici e esperti, per studiare il fenomeno della radicalizzazione dell’islam. Il ministro dell’Interno avrebbe insistito su uno studio chiesto ad alcuni esperti, che verrà messo on line, per individuare le iniziative possibili rispetto alla italianizzazione delle moschee.

La proposta del governo ha subito trovato resistenze da parte dei parlamentari piddì.“Attenzione a non criminalizzare un intero credo religioso – ha messo in chiaro Edoardo Patriarca – sono d’accordo sulla necessità di isolare gli estremisti ma soprattutto sul nostro dovere di far emergere i moderati, che sono la stragrande maggioranza”. Il deputato dem ci ha tenuto a sottolineare che “tra le religioni presenti in Italia tra gli immigrati gli islamici sono una minoranza”.

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L’ISIS TORNA A MINACCIARE ROMA, NEL MIRINO COLOSSEO E CIRCO MASSIMO http://riscattonazionale.com/lisis-torna-minacciare-roma-nel-mirino-colosseo-circo-massimo/ http://riscattonazionale.com/lisis-torna-minacciare-roma-nel-mirino-colosseo-circo-massimo/#respond Mon, 18 Jul 2016 14:35:38 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=2347 Nuove minacce terrorismo su Roma allertano i servizi segreti. Dopo l’arresto avvenuto due mesi fa di Hakim Nasiri, un ragazzo afgano di 23 anni catturato nel Cara, il centro per richiedenti asilo, di Bari, sono emerse delle immagini preoccupanti sul suo smartphone. Il ragazzo aveva delle foto che immortalavano le esercitazioni terroristiche e alcune immagini, non certo …

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Nuove minacce terrorismo su Roma allertano i servizi segreti. Dopo l’arresto avvenuto due mesi fa di Hakim Nasiri, un ragazzo afgano di 23 anni catturato nel Cara, il centro per richiedenti asilo, di Bari, sono emerse delle immagini preoccupanti sul suo smartphone. Il ragazzo aveva delle foto che immortalavano le esercitazioni terroristiche e alcune immagini, non certo turistiche, di sopralluoghi in alcuni luoghi: l’aeroporto di Bari, un centro commerciale a Londra, il Colosseo e Circo Massimo. Questi sembrano essere i prossimi obiettivi dell’Isis, o almeno lo erano fino a due mesi fa, e ciò pone nuovamente in allerta le misure di sicurezza sulla Capitale.  Sembra che Roma resti sempre un chiodo fisso per i terroristi del’Is e i bersagli sono sempre più chiari e sotto la lente di ingrandimento dei criminali. Secondo quanto riporta Il Giornale l’attenzione sulla Capitale cresce in occasione di ogni singolo evento, ultimo tra tutti il concerto di Bruce  Springsteen e gli stessi servizi segreti manifestano la loro preoccupazione sottolineando però che l’allerta non è mai scesa e i controlli restano alti. Dopo Nizza torna la paura anche nel nostro Paese, paura che presumibilmente non è mai andata via. Intanto nelle pagine sui social network, i fiancheggiatori della jihad lanciano slogan bellicosi che hanno tra i loro obiettivi ricorrenti la Città Eterna. Proclami e di minacce tra i quali difficile distinguere le chiacchiere dai pericoli concreti e dalle tracce organizzative.

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Isis e attentati in Europa, la data e il luogo della grande paura http://riscattonazionale.com/isis-attentati-europa-la-data-luogo-della-grande-paura/ http://riscattonazionale.com/isis-attentati-europa-la-data-luogo-della-grande-paura/#respond Sun, 17 Jul 2016 15:35:59 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=2196 Isis e attentati in Europa, la data e il luogo della grande paura Dopo Nizza è ripartito il macabro rito del toto-attentati. Dove, come e quando colpiranno i jihadisti legati (o ispirati) all’Isis? Il terrorista tunisino che ha fatto strage in Costa Azzurra ha colpito in una data non casuale: il14 luglio, festa “fondativa” della …

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Isis e attentati in Europa, la data e il luogo della grande paura

Dopo Nizza è ripartito il macabro rito del toto-attentati. Dove, come e quando colpiranno i jihadisti legati (o ispirati) all’Isis? Il terrorista tunisino che ha fatto strage in Costa Azzurra ha colpito in una data non casuale: il14 luglio, festa “fondativa” della Repubblica e della democrazia francese, diventata in qualche modo simbolo della libertà europea. Nel mirino, ora, ci sarebbe un altro Paese.

Dove, quando e come possono colpire – Gli 007 europei, scrive Luca Fazzo sul Giornale, sono in allarme. Occhi puntati ancora una volta sulBelgio, che il 21 luglio festeggerà la sua festa nazionale. “Auto e camion bomba potrebbero essere utilizzati per attaccare non solo soft target (bar, ristoranti, aeree pedonali) ma anche infrastrutture critiche quali centrali nucleari, centrali elettriche, stazioni ferroviarie ed aeroporti – recita un dossier dei servizi -. È probabile che i prossimi attacchi assumano sempre più una modalità ibrida composto da un gruppo di fuoco, attentatori suicidi e auto-bomba“. Un quadro inquietante che coinvolge tutti, dall’Italia al Belgio, appunto, un Paese (e una città,Bruxelles) già duramente colpito appena qualche mese fa.

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Jean M. Le Pen profettizò: tra 10 anni gli islamici ci attaccheranno”. Ora espulsioni di massa http://riscattonazionale.com/jean-m-le-pen-profettizo-10-anni-gli-islamici-ci-attaccheranno-ora-espulsioni-massa/ http://riscattonazionale.com/jean-m-le-pen-profettizo-10-anni-gli-islamici-ci-attaccheranno-ora-espulsioni-massa/#respond Sat, 16 Jul 2016 06:35:08 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=1993 Jean M. Le Pen profettizò: tra 10 anni gli islamici ci attaccheranno”. Ora espulsioni di massa Dieci anni fa, durante la rivolta delle periferie parigine, Jean Marie Le Pen mi spiegò che erano la prova generale della guerra civile e il generale Gallois,ormai novantenne ma lucidissimo profetizzò: “Tra 10 anni bande di immigrati islamici metteranno …

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Jean M. Le Pen profettizò: tra 10 anni gli islamici ci attaccheranno”. Ora espulsioni di massa

Tutti sapevano che sarebbe successo, non c’era niente da scoprire. Questa è la vera tragedia. Prima il premier Valls poi (48 ore fa) il direttore dei Servizi di Sicurezza avevano parlato di stragi imminenti, di autobomba, di veicoli lanciati tra la folla. E allora, se si sapeva, perchè non li hanno fermati? Semplice: ormai il numero dei cosiddetti “terroristi noti e pronti all’azione” è così alto che le varie forze di polizia non riescono a monitorare tutti. Fateci caso: tutti gli stragisti che hanno colpito ultimamente, da Parigi a Bruxelles, erano arcinoti e segnalati, ma non potendo arrestarli preventivamente (in nome della democrazia) si aspetta che colpiscano.
La verità è che, a questo punto, l’unica soluzione è l’espulsione di massa di tutti coloro che sono segnalati come pericolosi e il blocco delle frontiere, tutto il resto è del tutto inutile. La realtà però va all’inverso: mentre i Servizi francesi lanciavano l’ultimo allarme, in Italia il governo utilizzava in maniera imbarazzante la vicenda di Fermo per nascondere sotto il tappeto l’arrivo quotidiano di migliaia di clandestini utili solo agli affari delle coop cattocomuniste. Tra loro sicuramente qualche fanatico pronto a colpire,ma anche tanti, troppi sbandati facilmente sobillabili una volta installati in Europa.
Un potenziale esercito che, se le ribellioni ormai quotidiane nei campi profughi dovessero dilagare, sarebbe totalmente fuori controllo vista l’inerzia dello Stato. Ieri parlando con degli amici israeliani ridevamo amaramente dell’ingenuità di molta gente che crede di essere al sicuro solo perchè ha tagliato le vacanze in Medio Oriente o in Asia. “Non hanno capito che i terroristi sono già qui, sulle spiagge europee- dicevamo- ed ecco, poche ore dopo, Nizza”.

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84 morti a Nizza, musulmani d’Italia: “No islamofobia e xenofobia. No politica del terrore” http://riscattonazionale.com/84-morti-nizza-musulmani-ditalia-no-islamofobia-xenofobia-no-politica-del-terrore/ http://riscattonazionale.com/84-morti-nizza-musulmani-ditalia-no-islamofobia-xenofobia-no-politica-del-terrore/#respond Fri, 15 Jul 2016 13:05:53 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=1891 84 morti a Nizza, musulmani d’Italia: “No islamofobia e xenofobia. No politica del terrore” GENOVA. 15 LUG. Dopo la ferma condanna del terribile attentato andato in scena alle 22.30 di ieri a Nizza, durante i festeggiamenti del 14 luglio in corso sulla Promenade des Angleis, da parte del Consiglio Francese del Culto Musulmano (Cfcm), ora …

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84 morti a Nizza, musulmani d’Italia: “No islamofobia e xenofobia. No politica del terrore”

GENOVA. 15 LUG. Dopo la ferma condanna del terribile attentato andato in scena alle 22.30 di ieri a Nizza, durante i festeggiamenti del 14 luglio in corso sulla Promenade des Angleis, da parte del Consiglio Francese del Culto Musulmano (Cfcm), ora è arrivata anche la presa di posizione dei musulmani italiani.

Sharif Lorenzini, Presidente della Comunità Islamica d’Italia (Cidi) e portavoce del Consiglio Islamico Supremo dei Musulmani in Italia (Cismi) ha infatti diramato un comunicato ufficiale che dichiara: “L’appello della Comunità Islamica, anche in questa occasione, è unanime: rinnoviamo il nostro umile invito ai governatori di Francia e d’Europa nonché a tutti i concittadini de
l nostro Paese affinché si agisca con calma, ragionevolezza e unità d’intenti. Non bisogna 
affrettarsi nelle conclusioni attribuendo all’attentato e a i suoi responsabili le solite etichette xenofobe di natura ‘islamofoba’. Perché, in questo modo, non si fa altro che promuovere la politica del terrore architettata dai nemici della libertà”.

Per quanto riguarda invece il Consiglio francese del culto musulmano, nella tarda notte ha diramato un comunicato nel quale condanna l’attacco “odioso e abietto che colpisce nel giorno della Festa che celebra i valori di libertà, eguaglianza e fraternità“. La condanna è poi seguita ad un invito ai musulmani di Francia affinché preghino questo venerdì “in memoria delle vittime di questo attacco barbaro“.

Intanto continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime che questa mattina è arrivato a 84 morti, tra cui molti bambini (al momento sembrerebbero 10), e circa 100 feriti (tra cui 54 bimbi). Tra i morti vi è anche l’attentatore, ucciso dalla Polizia: Mohamed Lahouaiej Bouhlel, un franco-tunisino di 31 anni, che ha lanciato il suo camion a 80 km all’ora sulla folla che in quel momento stava ammirando i fuochi artificiali sul lungo mare.

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Strage a Nizza: Assad e Gheddafi avevano avvertito l’Occidente, ma sono stati ignorati http://riscattonazionale.com/strage-nizza-assad-gheddafi-avvertito-loccidente-stati-ignorati/ http://riscattonazionale.com/strage-nizza-assad-gheddafi-avvertito-loccidente-stati-ignorati/#respond Fri, 15 Jul 2016 12:05:00 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=1884 Strage a Nizza: Assad e Gheddafi avevano avvertito l’Occidente, ma sono stati ignorati Bashar Assad, attuale presidente della Siria in lotta contro il terrorismo (fomentato e supportato dall’occidente e dai suoi alleati del Golfo: “Da 20 anni il terrorismo è stato esportato dalla nostra regione, in particolare dai paesi del Golfo come l’Arabia Saudita. Ora …

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Strage a Nizza: Assad e Gheddafi avevano avvertito l’Occidente, ma sono stati ignorati

Bashar Assad, attuale presidente della Siria in lotta contro il terrorismo (fomentato e supportato dall’occidente e dai suoi alleati del Golfo:
“Da 20 anni il terrorismo è stato esportato dalla nostra regione, in particolare dai paesi del Golfo come l’Arabia Saudita. Ora viene dall’Europa, specialmente dalla Francia. Il più grande contingente di terroristi occidentali in Siria è quello francese. Si commettono attentati in Francia. […] Il terrorismo in Europa non sta dormendo, è sveglio.
Siamo spiacenti di non vedere l’Occidente, che credevamo in grado di aiutare con l’apertura e lo sviluppo, prendere la direzione opposta. Peggio, i suoi alleati sono i paesi medievali del Golfo come l’Arabia Saudita e il Qatar.”

M. Gheddafi: l’ex presidente della Libia, ucciso dopo la criminale invasione della Nato nel 2011

«La scelta è tra me o Al Qaeda. L’Europa tornerà ai tempi del Barbarossa. Cerco di farmi capire: se si minaccia, se si cerca di destabilizzare, si arriverà alla confusione (…) Avrete Bin Laden alle porte, ci sarà una jihad di fronte a voi, nel Mediterraneo». E lanciava, senza successo, un appello: «La situazione è grave per tutto l’Occidente e tutto il Mediterraneo. Come possono, i dirigenti europei, non capirlo?»

Da che Al Qaeda era un’organizzazione di poche centinaia di combattenti incapaci negli anni 90′, siam passati ad un quasi stato daesh con qualche centinaio di migliaia di affiliati.
L’occidente ha sviluppato su scala industriale il terrorismo per raggiungere i propri obiettivi geopolitici, attaccando i suoi avversari in nord africa, medio oriente, Caucaso e ora non riesce più a controllarlo subendone le conseguenze.
La prossima volta che governanti e politici vi parleranno di terrorismo, ricordatevi che in realtà si tratta di una guerra con il terrore scatenata contro l’umanità tutta.

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Emergenza terrorismo e invasione: la Polonia sigilla le frontiere con 285 punti di controllo http://riscattonazionale.com/emergenza-terrorismo-invasione-la-polonia-sigilla-le-frontiere-285-punti-controllo/ http://riscattonazionale.com/emergenza-terrorismo-invasione-la-polonia-sigilla-le-frontiere-285-punti-controllo/#respond Tue, 05 Jul 2016 20:35:35 +0000 http://riscattonazionale.com/?p=445 Emergenza terrorismo e invasione: la Polonia sigilla le frontiere con 285 punti di controllo Varsavia ha reintrodotto i controlli per un mese in occasione del vertice Nato e della Giornata mondiale della gioventù con Papa Francesco.Dal sei La Polonia ha deciso di reintrodurre almeno temporaneamente i controlli alle frontiere in occasione del vertice Nato a …

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Emergenza terrorismo e invasione: la Polonia sigilla le frontiere con 285 punti di controllo

Varsavia ha reintrodotto i controlli per un mese in occasione del vertice Nato e della Giornata mondiale della gioventù con Papa Francesco.Dal sei

La Polonia ha deciso di reintrodurre almeno temporaneamente i controlli alle frontiere in occasione del vertice Nato a Varsavia il prossimo 8 e 9 luglio e per la visita di Papa Francesco in programma a fine mese per la Giornata mondiale della Gioventù.

La sospensione dei controlli entra in vigore già oggi e si protrarrà fino al 2 agosto: la libera circolazione delle persone sarà sospesa alle frontiere terrestri, nei porti e negli aeroporti. Inoltre è stato sospeso il traffico di frontiera con l’enclave russa di Kaliningrado e con l’Ucraina. Per aumentare il livello della sicurezza le forze polacche stanno lavorando in stretta cooperazione con i servizi segreti di altri Paesi, insistendo nel raccomandare ai propri cittadini di portare “sempre con sè” undocumento di identità.

Le date chiave sono appunto quelle dell’8 e 9 luglio, con la presenza a Varsavia di oltre duemila delegati, capi di Stato e di governo per il vertice dell’Alleanza Atlantica (il più grande della storia della Nato), e la settimana dal 25 al 31 luglio per il consueto incontro del Santo Padre con i giovani cattolici. Per la Gmg del 2016 è previsto a Cracovia l’arrivo di oltre un milione di giovani da tutto il mondo.

Nei 285 punti di controllo predisposti alle frontiere del Paese sono stati schierati speciali veicoli con dispositivi portatili per l’accesso alle banche dati e apparecchiature elettroniche per verificare l’autenticità dei documenti.

La sospensione dell’accordo di Schengen deciso dalla Polonia in occasione di eventi internazionali eccezionali non rappresenta una novità: l’Italia, ad esempio, lo sospese nel 2001 per il G8 di Genova e nel 2009 per il G8 dell’Aquila. Attualmente l’Austria e l’Ungheria hanno reintrodotto i controlli in dogana per regolare il flusso di migranti, come già aveva fatto la Germania da settembre 2015 a febbraio 2016.

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